L'omaggio all'altare della Patria (ANSA)
L'omaggio all'altare della Patria (ANSA)

Il giorno di festa della Repubblica e il ricordo dell'elezione per la Costituente portano molti a celebrare la "Costituzione più bella del mondo". Un omaggio doveroso e anche comprensibile, perché la nostra Carta poggia in effetti su un universo di valori solido, e fu il frutto di un compresso al rialzo tra forze politiche molto distanti tra loro. Un omaggio che però non deve trasformarsi in una retorica vuota, e farci dimenticare che bene o male la nostra Costituzione è in molte sue parti da riformare. Il Titolo V così come è non va bene, e la pandemia ce lo ha fatto vedere da vicino. Il bicameralismo perfetto è vecchio e va superato al più presto, così come diversi enti ormai non servono più. Parliamo del Cnel, delle province, delle regioni a statuto speciale, dell'eccessiva frammentazione di comuni piccolissimi. Il funzionamento della macchina giustizia è da riformare, a cominciare dal Csm fino alla durata dei processi e all'equilibrio tra accusa e difesa che per adesso è rimasto troppo sulla carta. La parte stessa che elenca i valori è da aggiornare. Servirà qualche riferimento alla tutela ambientale, bene sempre più prezioso, a un maggior impegno per l'effettiva parità di genere. Il lavoro da fare è molto. La nostra Costituzione "era" la più bella del mondo, i tempi sono cambiati.