Roma, 2 giugno 2021 - Iniziate ieri sera (martedì 1 giugno) con il concerto al Quirinale, sono entrate nel vivo oggi le celebrazioni del 2 giugno per festaggiare il 75° anniversario della Repubblica. Il presidente Sergio Mattarella ha deposto una corona d'alloro davanti al Milite Ignoto sull'Altare della Patria. Erano presenti le massime autorità dello Stato: i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il presidente del Consiglio Mario Draghi ed il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Per il secondo anno non c'è a causa del Covid la tradizionale parata, ma dietro le transenne centinaia di cittadini e turisti hanno assistito alla breve cerimonia.

Festa della Repubblica: le Frecce Tricolori (Foto Quirinale)

Il programma

Una cerimonia molto sobria aperta dall'inno di Mameli con le Frecce Tricolori che hanno sorvolato l'Altare della Patria. Il capo dello Stato ha salito da solo i gradini del monumento e si è fermato in raccoglimento davanti al Milite Ignoto. Poi ha fatto ritorno al Quirinale dove questa sera alle 19 si terrà la cerimonia ufficiale.

Festa della Repubblica: Mattarella raggiunge l'Altare della Patria (Ansa)

Nè Mattarella nè le altre cariche istituzionali hanno pronuncato discorsi. Mattarella in un messaggio alle Forze Armate ha sottolineato, dopo aver espresso gratitudia a chi 'ha difeso la Repubblica': "ll voto per la Repubblica consentì all'Italia di intraprendere il percorso della democrazia, del progresso sociale, dello sviluppo. Un passaggio storico tanto atteso e fondamentale per tutti i cittadini duramente provati da una stagione di guerre e dalla dittatura. Un patto di cittadinanza sancito dal suffragio universale che, per la prima volta, includeva in maniera completa il voto femminile. Gli italiani e le italiane, insieme, per una nuova Italia. Da allora il processo di crescita e consolidamento della democrazia non si è mai interrotto e ha superato altre terribili prove, come la sfida del terrorismo".

Le istituzioni

In un suo messaggio il presidente della Camera, Roberto Fico, ha sottolineato: "Il 2 giugno di 75 anni fa 12 milioni di italiani scelsero la Repubblica. Le donne e gli uomini del nostro Paese in quella giornata elessero anche l'Assemblea Costituente, che elaborò la nostra Carta fondamentale, punto di riferimento imprescindibile per tutti. Quel voto rappresentò la vittoria di chi aveva contrastato la dittatura fascista e combattuto il nazifascismo durante la Resistenza".

Per il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, "riscoprire l'orgoglio di essere italiani è l'augurio che oggi voglio condividere con voi. Perché in quell'orgoglio c'è tutto il cuore di un popolo che, dopo un anno di paure e fragilita' per il covid, vuole tornare a sorridere, ad abbracciarsi, ad investire nel futuro con fiducia e speranza. Ad essere realmente e semplicemente quella sorprendente realtà che chiamiamo Italia".

"La storia siamo noi"

Nel tardo pomeriggio il presidente è intervento dal Cortile d'Onore del Quirinale: "Un bel brano di De Gregori dice 'la storia siamo noi', 'nessuno si senta escluso'. Proviamo a leggere così questi settantacinque anni di vita repubblicana: da una prospettiva diversa che ci consente di cogliere i profili di soggetti che spesso sono rimasti nell'ombra, sullo sfondo, e che invece hanno riempito la scena, colmato vuoti, dato senso e tradotto in atti concreti parole come dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà. Parole che altrimenti sarebbero rimaste astratte aspirazioni. Le persone: donne, uomini, giovani che sono state al centro della nostra storia, volendovi di esservi e di contare. Di partecipare. Partecipazione civile, politica, sociale. La volontà di cambiare il mondo, perché il mondo di prima aveva prodotto la guerra, l'ingiustizia, la fame, le distruzioni". Mattarella ha aggiunto: "L'Italia è stata ricostruita dalle macerie. La Costituzione ha indicato alla Repubblica la strada da percorrere. Questa è l'idea fondante della Repubblica, di una Costituzione viva, che si invera ogni giorno nei comportamenti, nelle scelte, nell'assunzione di responsabilità dei suoi cittadini, a tutti i livelli e in qualunque ruolo".

Parità di genere

"Non siamo ancora al traguardo di una piena parità, soprattutto nella condizione delle donne nel mondo del lavoro, al trattamento economico, alle prospettive di carriera, alla tutela della maternità. Permangono disparità mentre cresce l'inaccettabile violenza contro di loro". 

Il Paese non è fermo

"Qualcuno, a volte, manifesta l'impressione che questo spirito, che animò i costruttori di allora, sia andato smarrito. Che il Paese si sia fermato, imbrigliato da inerzie e pigrizie, bloccato da rendite di posizione, dall'illusione di poter sopravvivere seguendo la logica emergenziale del giorno per giorno". "Il Paese non è fermo. Affiora talvolta la tentazione di rinchiudersi nel presente, trascurando il futuro. Ma non può essere così", ha detto Mattarella.

Morti sul lavoro

"Ancora troppe ingiustizie. Ancora diseguaglianze. Ancora condizioni non sopportabili per la coscienza collettiva, come l'evasione fiscale o le morti sul lavoro. Il ricordo del sorriso di Luana D'Orazio impegni tutti al dovere di affrontare il tema della sicurezza dei lavoratori con determinazione e con rigore", il presidente ha così ricordato la tragedia dell'operaia morta a 22 anni in un'azienda tessile toscana.

Appello ai giovani

"Ai ragazzi che oggi sono qui vorrei dire: la storia di questi settantacinque anni è stato il risultato, il mosaico di tante storie piccole e grandi, di protagonisti conosciuti e di testimonianze meno note. Tocca ora a voi scrivere la storia della Repubblica. Scegliete gli esempi, i volti, i modelli, le tante cose positive da custodire della nostra Italia. E poi preparatevi a vivere i capitoli nuovi di questa storia, ad essere voi protagonisti del nostro futuro", così il presidente della Repubblica ha concluso il suo intervento.