Roma, 11 aprile 2019 - Si avvicinano le elezioni europee e i partiti preparano le liste. Oggi il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha presentato i suoi nomi alla direzione nazionale, che ha approvato con 30 astenuti (area Lotti-Guerini e l'area Giachetti) e nessun voto contrario.
Ma ecco la lista: i candidati sono 76, di cui 39 donne e 37 uomini (un terzo non iscritti al partito) e sono presenti solo due di Articolo 1-Mdp. "Ho mantenuto l'impegno di non stipulare un accordo politico tra partiti diversi - sottolinea il segretario dem  - Articolo 1 sosterrà la lista contro il rischio di vittoria dei sovranisti".

I NOMI - Pochi i nomi noti al grande pubblico fuori della politica, molta società civile, parecchi candidati esperti e più donne che uomini, anche se dalla minoranza si critica il poco "protagonismo femminile". Confermati i cinque capilista: Carlo Calenda (partner dell'avventura con il manifesto Siamo Europei) a Nordest, Giuliano Pisapia a Nordovest, Simona Bonafè al Centro, Franco Roberti al Sud e Caterina Chinnici (figlia del giudice Rocco Chinnici, assassinato da Cosa Nostra) nelle isole. 

Tra i nomi più famosi quello di Pietro Bartolo, il medico dei migranti a Lampedusa reso celebre dal documentario 'Fuocoammare', numero due in lista in Sicilia e Sardegna e numero 5 nella circoscrizione Centro. Nella stessa lista anche il capo della Commissione europea a Roma Beatrice Covassi, che con Bartolo é in quota Demos (movimento legato al volontariato cattolico). 
Al Sud candidato il filosofo della politica e sociologo Angelo Bolaffi, nelle isole la dirigente della Commissione Ue Virginia Puzzolo e la pedagogista Mila Spicola. A Nordest spicca l'ex capo dell'Agenzia spaziale Roberto Battiston. Nella circoscrizione Nordovest invece la curiosità é la candidatura di Caterina Avanza - 38 anni, bresciana - di En Marche di Emmanuel Macron. Al numero due della stessa lista l'economista Irene Tinagli, voluta da Carlo Calenda. 

Ci sono poi il giornalista David Sassoli, eurodeputato dem dal 2009, è candidato in Italia centrale e tra i nomi extra Pd Antonio Calò, professore di filosofia trevigiano, cittadino europeo dell'anno 2018 per aver ospitato nella sua abitazione 6 ragazzi richiedenti asilo. Calò, candidato da indipendente nelle liste della circoscrizione Nord-Est, spiega: "Il Pd ha saputo raccogliere questa sfida. Non mi fa paura essere stato bersaglio di forze neofasciste per il mio impegno civile, questo è uno stimolo per candidarmi da indipendente. Sono convinto che siano necessarie alcune radicali prese di posizione contro il razzismo, l'odio e per la tutela dei diritti di tutti".

I DUE CANDIDATI MPD - Sono Massimo Paolucci e Cecilia Guerra i due candidati di Articolo 1-Mdp nelle liste Pd-Siamo Europei per le elezioni europee. Il primo é un parlamentare europeo uscente, eletto con il Pd e poi passato a Mdp dopo la scissione; la seconda é stata capogruppo Mdp al Senato nella scorsa legislatura. Paolucci é al 13esimo posto nella circoscrizione Sud, Guerra al numero 9 nella circoscrizione Nordest.

ZINGARETTI - "Anche la migliore idea per affermarsi ha bisogno della forza e dell'unità per essere credibili - ha detto il segretario in Direzione - Noi non abbiamo fatto la scelta di presentare la lista del Pd e basta. Ma di presentare una lista e di mettere il Pd al servizio della costruzione di una lista unitaria che tentasse di essere molto innovatrice e anche rispetto alle tradizionali famiglie europee".
E sottolinea: "Di fronte al rischio che il prossimo parlamento abbia una maggioranza inquietante, bisogna fare un salto di qualità e mettere in campo un nuovo progetto per affrontare le europee. Questo il cuore di quello che abbiamo fatto, senza guardare al passato".
"Roberto Giachetti dice che è giusto sottolineare che candidature come quella di Caterina Avanza arrivino da suggerimenti. Certo sono il primo a dirlo. Le suggestioni, la messa a disposizione di esperienze sono state tutte accolte perchè non divergenti da altre suggestioni". Conclude Zingaretti: "A me dispiace che non si arrivi a un voto unanime perchè il segno di queste liste non può essere quello di un fatto politico che considero una grande vittoria di tutti noi".