Sabato 25 Maggio 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

Detenuta in Ungheria. Salis candidata alle Europee da Sinistra e Verdi. Il padre: "Non è una fuga"

La maestra in carcere a Budapest da quasi un anno aveva rifiutato la stessa proposta dal Pd. Ieri la svolta. Bonelli e Fratoianni: "Ilaria in lista con noi, una battaglia di civiltà". Ma è polemica.

Detenuta in Ungheria. Salis candidata alle Europee da Sinistra e Verdi. Il padre: "Non è una fuga"

Detenuta in Ungheria. Salis candidata alle Europee da Sinistra e Verdi. Il padre: "Non è una fuga"

Una candidatura di "testimonianza" per generare "una battaglia per lo Stato di diritto in Europa" e per la salvaguardia "dei diritti umani". Dopo giorni di indiscrezioni, smentite (anche energiche e plateali) e rimpalli, è caduto il velo sulla candidatura di Ilaria Salis in Europa. Ad averla in lista, però, non sarà il Pd, che per primo aveva avanzato l’idea di scegliere la militante italiana in carcere in Ungheria perché accusata di aver partecipato ad un’aggressione a un gruppo di neonazisti, bensì Alleanza Verdi e Sinistra.

È stato l’incontro con il padre dell’insegnate a sciogliere il nodo: "D’accordo con il papà candidiamo Ilaria", hanno annunciano infatti in serata Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli dopo un tira e molla di indiscrezioni e smentite. Obiettivo, in caso di elezione, è fare uscire Salis dal carcere di Budapest dove è detenuta "in condizioni che violano gravemente i diritti delle persone, nelle proprie liste alle prossime elezioni europee", hanno sottolineato anche ieri Bonelli e Fratoianni. "In queste ore – hanno proseguito i due leader – i gruppi dirigenti nazionali stanno discutendo le modalità di questa scelta che vuole tutelare i diritti e la dignità di una cittadina europea, anche dall’inerzia delle autorità italiane per ottenere una rapida scarcerazione in favore degli arresti domiciliari negati con l’ultima decisione dai giudici ungheresi".

La speranza di Bonelli e Fratoianni, è che – come si diceva – "intorno alla candidatura di Salis si possa generare una grande e generosa battaglia affinché l’Ue difenda i principi dello Stato di diritto e riaffermi l’inviolabilità dei diritti umani fondamentali su tutto il suo territorio e in ognuno degli stati membri; il nostro è un gesto che può servire a denunciare metodi incivili di detenzione, soprattutto verso chi è inattesa di un giudizio".

Dunque, una candidatura che è anche una testimonianza per lanciare una battaglia affinché siano portate "nel futuro Parlamento europeo – ci tengono a rimarcare i leader di Avs – iniziative legislative per la salvaguardia dei diritti delle persone coinvolte in procedimenti penali in tutti i paesi dell’Unione".

Ma cosa accadrà se la 39enne insegnante monzese, militante di estrema sinistra in carcere dal 23 febbraio 2023 davvero venisse eletta? In sostanza otterrebbe l’immunità parlamentare, grazie alla quale sarebbe scarcerata. Una volta libera potrebbe quindi affrontare a Budapest le udienze in tribunale in attesa delle decisioni dei giudici, ma senza catene, da donna libera. Secondo il regolamento parlamentare Ue, infatti, i suoi membri non possono essere arrestati o sottoposti a restrizioni della loro libertà per tutta la durata del mandato, tranne nel caso di fermati in flagranza di reato.

In serata a parlare è anche il padre della ragazza: "Ilaria assume questa decisione non come via di fuga dal processo – spiega –, ma per poterlo affrontare nella piena tutela dei suoi diritti. La strada politica decisa è la più coerente con il suo trascorso politico", e nel dirlo ringrazia comunque Schlein "per la sensibilità mostrata".

L’altra candidatura di giornata, sebbene in pectore, questa volta per Forza Italia, è quella di Giorgio Palù, ex numero uno dell’Aifa, virologo e volto molto noto durante la pandemia.

La casella? Il quinto posto in lista, ma – grazie alle preferenze – con possibilità concrete di giocarsi un seggio a Bruxelles. Palù è l’ennesimo virologo "contagiato" dal virus della politica. Dopo la fine della pandemia, diversi suoi colleghi sono scesi in campo, spesso con alterne fortune (anche se c’è chi ricorda la candidatura di Ilaria Capua, deputata con Scelta civica dal 2013 al 2016), ma su Palù la scommessa è la conquista "sicura" del seggio di Bruxelles.