Roma, 13 luglio 2020 - Il nodo concessione ad Autostrade resta un tema caldo e motivo di attrito all'interno della maggioranza. "I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull'altare dei loro interessi privati", dice il premier Giuseppe Conte, in una intervista alla Stampa. "Hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così. Porterò la questione della revoca in Consiglio dei ministri e decideremo collegialmente, ma non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici", prosegue.

Quindi sul Fatto Quotidiano ribadisce: "E' altrettanto inaccettabile la pretesa di Aspi di perpetuare il regime di favore in caso di nuovi inadempimenti degli obblighi di concessione", "i Benetton non prendono in giro il presidente del Consiglio, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani".  Stessa linea portata avanti nella conferenza stampa a margine dell'incontro con la Merkel. "Se ci sono ponti e questi ponti crollano, dobbiamo saper sanzionare chi è responsabile di questo crollo". E ancora: "La responsabilità va sul management soggetto ad azione di responsabilita', non sulla cittadinanza che deve subire il ricatto di eventuali conseguenze ed incertezza che avrebbero le decisioni pubbliche sul concessionario privato". M5s e Pd stanno con Conte. E se sui grillini c'erano pochi dubbi, la sorpresa arriva dal segretario dem Nicola Zingaretti che reputa "deludente" la lettera di Aspi al Governo e "giusti" i rilievi del premier. 

Ma Matteo Renzi invita a evitare "slogan populisti" e ammonisce che revocare la concessione è "facile da dire, difficile da fare". "Perché se revochi senza titolo fai un regalo ai privati, ai Benetton, ai soci e apri un contenzioso miliardario che crea incertezza, blocco cantieri, licenziamenti. Questa è la verità. A dire la verità si perdono forse punti nei sondaggi, ma si salvano le nuove generazioni da miliardi di debiti", scrive il leader di Italia Viva su Facebook. E indica "un'altra strada" da percorrere. "Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l'unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l'intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili". "Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni", conclude Renzi.

Domani giornata cruciale

Decisiva per la partita di Autostrade potrebbe essere la giornata di domani. Anche se fonti di governo lasciano intendere che il Consiglio dei Ministri (previsto per le ore 11) che discuterà del caso "non sarà un incontro decisivo". Quasi contemporaneamente, in mattinata Atlantia ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario. All'ordine del giorno del cda, ovviamente, il tema Aspi, con una disamina della situazione che si é creata nelle ultime ore dopo la nuova presa di posizione del premier. Un board, insomma, che non si annuncia decisivo (non sono attese decisioni), ma che farà nuovamente il punto sul dossier Aspi e, si può ipotizzare, sulle possibili mosse della holding, anche in relazione alle eventuali decisioni dell'esecutivo. 

La proposta di Autostrade

E sempre oggi, Autostrade per l'Italia ha pubblicato sul proprio sito la proposta inviata sabato al Governo, nella quale aumenta da 2,9 a 3,4 miliardi l'importo a proprio carico per le riduzioni tariffarie, gli interventi di manutenzione e la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. La proposta, spiega, "è l'esito di un confronto negoziale iniziato circa un anno fa" e - scrive in un comunicato - "auspica che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico". La società, inoltre, non ha accettato la proposta di manleva a fronte di danni civili che potrebbero essere richiesti da terzi al Governo per le responsabilità sul crollo del Ponte Morandi.

Atlantia in Borsa

E' stata una giornata drammatica per Atlantia a Piazza Affari. Sotto la pioggia di vendite dall'avvio,  il titolo ha concluso in calo del 15,1% a 11,36 euro, dopo aver toccato un minimo di seduta a quota 11,31. Molto forti gli scambi: sono passate di mano 12,6 milioni di azioni, contro i 3,3 milioni di venerdì. "Se uno chiacchiera i risparmiatori poi ne pagano le conseguenze", attacca il leader della Lega, Matteo Salvini. "Faremo tutte le segnalazioni del caso", aggiunge. Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, ritiene "inevitabile che la Consob apra una verifica" su Conte. 

L'effetto default

Secondo diversi analisti finanziari, è di 19 miliardi l'effetto default che l'eventuale revoca della concessione di autostrade potrebbe provocare. Un impatto paventato anche dall'ad di Atlantia, Carlo Bertazzo. L'articolo 35 del decreto Milleproroghe - ha spiegato Bertazzo in un'intervista - avrebbe un impatto di default perchè mancherebbero le risorse per il ripagamento di quasi 10 miliardi di debito complessivo di Aspi.

A cascata l'impatto si ripercuoterebbe sul ripagamento di 9 miliardi di debito di Atlantia (che controlla l'88% del capitale di Autostrade per l'Italia ed è garante inoltre di circa 5 miliardi di debito della controllata). L'ammontare di debito complessivo in default (oltre 19 miliardi) - è facile immaginare - avrebbe serie conseguenze sui mercati obbligazionari e bancari europei visto che la maggior parte del debito è rappresentato da titoli quotati detenuti da grandi investitori di debito internazionali, oltre che da grandi istituzioni finanziarie europee (come Banca Europea per gli Investimenti) e italiane (come. Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Unicredit,…), oggetto anche di prestiti LTRO della Banca Centrale Europea.

A rischio anche un prestito obbligazionario retail (per 750 milioni) detenuto da circa 17.000 piccoli risparmiatori italiani. Lo scenario, ovviamente, sta avendo già ripercussioni sul titolo di Atlantia che è tra le blue chips della Borsa Italiana e conta 40mila azionisti fra cui il fondo sovrano di Singapore GIC (8,1% del capitale), la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (4,8% del capitale) e, con quote minori, investitori istituzionali internazionali (prevalentemente società di gestione di USA, Gran Bretagna, Francia, Germania e Australia).

Toti

Nel frattempo, oggi il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha annunciato di aver avviauto "un'azione civile di risarcimento danni". Comincia quindi "la strada formale del contenzioso - ha spiegato Lorenzo Cuocolo, consulente legale della Regione - Il primo passo formale è la richiesta di accesso agli atti: Aspi e Mit avranno poi 30 gg per rispondere". Gli atti serviranno ad individuare le responsabilità e le tipologie di danni, per poi avanzare una puntuale richiesta.