Lunedì 22 Aprile 2024

Basilicata nel caos. Pd e M5s ci riprovano. Il candidato è Marrese. Azione se ne va

Nel centrosinistra arriva il nome del presidente della provincia di Matera. Calenda furente: Schlein non ci risponde al telefono, Conte è il vero leader. Il dem Taruffi: è stato lui a sbattere la porta. E Chiorazzo: io non mi ritiro.

Basilicata nel caos. Pd e M5s ci riprovano. Il candidato è Marrese. Azione se ne va

Basilicata nel caos. Pd e M5s ci riprovano. Il candidato è Marrese. Azione se ne va

Roma, 18 marzo 2024 – Ci sono voluti due giorni di passione, tentennamenti, tavoli saltati e poi ricomposti, impallinamenti e veti incrociati, rinunce e autocandidature, ma poi alla fine un nome dal cilindro il centrosinistra in Basilicata incredibilmente lo ha estratto. Nella serata di ieri "le forze politiche del campo democratico, progressista ed ecologista della Basilicata si sono riunite e hanno indicato all’unanimità in Piero Marrese il candidato a Governatore per le elezioni del 21 aprile".

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Sul nome del presidente della provincia di Matera, dem, 43 anni, eletto alla guida della Provincia a fine 2022 come unico candidato, è stato trovato l’accordo tra Pd, M5s, Avs e socialisti. Non sarà della partita Matteo Renzi che ha virato verso l’uscente Vito Bardi, un "centrista sostenuto dal centrodestra che ha ben governato", e al momento nemmeno Azione di Calenda, che ieri ha sbattuto la porta.

Il leader di Azione ha lamentato di non riuscire a parlare al telefono con la segretaria del Pd Elly Schlein, e nel frattempo ha dato mandato alla direzione regionale di Azione la scelta, ribadendo l’apprezzamento per Bardi ma anche l’importanza di "esperire ogni tentativo di mettere insieme le opposizioni nazionali".

Calenda non ha usato parole al miele per rappresentare quanto accaduto nelle ultime ore. "Schlein, dopo la figuraccia del candidato ritirato – ha scritto – , ha riconfermato l’adesione al veto dei 5S sulla partecipazione di Azione alla nuova coalizione, confermando la definitiva svolta del Pd verso il campo populista e la leadership di Conte. La segretaria del Pd ha evitato qualsiasi interlocuzione, da noi ricercata più e più volte. Spiace vedere la distruzione di quello che una volta era un grande partito riformista ridotto a ruota di scorta dei 5S. Buon viaggio".

Non a caso un passaggio della nota congiunta della coalizione di centrosinistra è dedicato alla possibilità di allargare il campo. "La proposta, che resta aperta ad altre forze civiche dello stesso campo che vorranno aderire – scrivono i vertici regionali dei partiti – , ha l’obiettivo di offrire ai cittadini della Basilicata un’alternativa di governo migliore rispetto a quella fallimentare degli ultimi cinque anni. A partire dalla difesa e dal rilancio della sanità pubblica, distrutta dalla destra, dalla promozione dello sviluppo di qualità e del lavoro, per offrire ai giovani di questa terra di rimanere e tornare, della tutela dell’ambiente e del paesaggio, svenduto dalla destra. La proposta di un amministratore capace e credibile come Piero Marrese, sindaco e Presidente della provincia di Matera, rappresentante l’alternativa di buon governo che serve alla Lucania: concretezza, presenza sul territorio, rinnovamento". Intanto il responsabile Organizzazione del Pd, Igor Taruffi, ieri sera diceva ancora: "Calenda ha variamente dipinto la posizione di Azione. Prendiamo atto dei termini in cui ha parlato di Bardi. È difficile riuscire a capire quali saranno le sue valutazioni finali, ma dal tavolo sono andati via loro. Ora dobbiamo andare avanti con chi c’è. Abbiamo interloquito con tutti. Questo è il punto di caduta più ampio".

Tutto finito, dunque? No. Perché nel frattempo Angelo Chiorazzo, prima proposta Pd, stoppata dal M5S, l’altroieri di fronte al passo indietro di Domenico Lacerenza si era autoricandidato e a ieri sera ha fatto sapere che non ha nessuna intenzione di ritirarsi una seconda volta: "Le notizie su una trattativa in atto tra Pd e Chiorazzo sono destituite da ogni fondamento", ha specificato la sua lista ’Basilicata casa comune’, chiarendo che "avanti con la candidatura".