Martedì 16 Luglio 2024

Terremoto del 1980, 42 anni fa il Sisma dell'Irpinia: Manfredi depone corona a Poggioreale

Oggi 23 novembre la commemorazione delle vittime. Il sisma ebbe il suo epicentro in Irpinia ma sconvolse ampia parte della regione Campania e Napoli

Napoli, 23 novembre 2022 -  In via Stadera nel quartiere Poggioreale, questa mattina si ricordano i morti del terremoto del 1980. Alla cerimonia il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime del terremoto del 23 novembre 1980, del quale oggi ricorre il 42° anniversario. 

La commemorazione del  sisma che ebbe il suo epicentro in Irpinia ma che sconvolse ampia parte della regione e anche la città di  Napoli, è avvenuta nel luogo divenuto simbolo della città devastata dal terremoto che proprio in via Stadera provocò il crollo di un palazzo di 9 piani e oltre 50 vittime.

Una domenica come tante 42 anni fa

Domenica, 23 novembre 1980. Erano le 19,34 di una domenica trascorsa come tante fino all'ora di cena, dopo scoppia l'inferno all'improssivo.  La scossa di magnitudo 6,9 sulla scala Richter partì da 30 chilometri di profondità, stravolse l’Irpinia e il Vulture, un’area da Avellino a Salerno, scosse tutta Napoli e si sentì fino a Potenza. Un minuto e ventinove secondi sono bastati al sisma per lasciare dietro di sè la devastazione.

Sotto le macerie 2.914 morti, 8.848 feriti, 280.000 sfollati. Una tragedia immane: dei 679 comuni che costituivano le otto province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia toccate dal sisma  506 (il 74%) contano i morti e i danni. 

Al numero 86 di via Stadera (nella zona di Poggioreale, Napoli) crollavano nove  piani di un palazzo costruito nel 1952. La “Torre della morte”: si portò con sé 53 persone presenti nell’edificio, uccise dal terremoto del 1980. 

A Grottaminarda porte aperte alla sede dell'Ingv sui rischi sismici 

Situata a Grottaminarda, in provincia di Avellino, la Sezione Irpinia dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nasce nel 2002 come distaccamento e punto di riferimento dell'Ingv per la ricerca sismologica e l'ingegneria sismica in un territorio, quello dell' Irpinia, più volte colpito da forti terremoti, come quello del 23 novembre 1980. La sezione apre al pubblico le sue porte in occasione dell'anniversario del disastroso terremoto sconvolse il territorio campano e lucano. L'evento, rivolto alla cittadinanza e agli studenti delle scuole primarie e secondarie, ha l'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei visitatori sul rischio sismico e sulle buone pratiche utili a ridurlo.

Previsto oggi 23 novembre e domani, dalle 10 alle 19, il percorso divulgativo "Sotto i nostri piedi. la scienza incontra la cittadinanza" che vede i ricercatori dell'INGV accompagnare studenti e grande pubblico in un viaggio nell'universo dei terremoti e dei vulcani con pannelli informativi, exhibit interattivi e giochi volti a fornire strumenti utili ad aumentare la percezione del rischio sismico e vulcanico.

Venerdì, dalle 10,30, si tiene un talk in occasione della presentazione della riedizione del libro "Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani" scritto dal sismologo INGV Alessandro Amato. I cittadini avranno l'opportunità di sottoporre le loro curiosità a ricercatori, tecnici e tecnologi dell'Istituto in un momento di dialogo e di confronto per conoscere meglio i terremoti, aumentare la percezione del rischio sismico e acquisire gli strumenti utili alla sua riduzione. Sarà possibile seguire la diretta streaming della presentazione del volume sul canale YouTube INGVeventi.

Alfabetizzazione sismica: la Terra ci parla. Dall'Osservatorio Vesuviano del 1841 ai droni