Mercoledì 17 Luglio 2024
PATRIZIA TOSSI
Napoli

Cosa significa l’allerta arancione per i Campi Flegrei: quali sono le zone ad alto rischio

I 7 Comuni della zona rossa potrebbero ritrovarsi presto in stato di ‘preallarme’: ecco perché e cosa succede per gli abitanti. Evacuazione per 2 carceri, 4 ospedali e 11 Rsa: 3.500 persone tra pazienti, detenuti e lavoratori

Campi Flegrei: la zona rossa

Campi Flegrei: la zona rossa

Napoli, 7 novembre 2023 – Due scenari di rischio, una ‘zona rossa’ che preoccupa e 500mila abitanti in attesa di capire come sta per cambiare lo stato di allerta. Ecco cosa sta succedendo nella zona sismica dei Campi Flegrei, dove il livello di pericolo – che oggi è di colore giallo – potrebbe rapidamente alzarsi al terzo stadio: lo stato di ‘preallarme arancione’.

I sindaci protestano perché temono ricadute economiche negative per il territorio, il Governo non arretra e la Commissione Grandi Rischi alza l’asticella: “Il verbale non parla di livello arancione, ma di un eventuale livello superiore”, ha sottolineato questa mattina il ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci. La decisione finale spetta alla Commissione. 

Cosa succede oggi

Il livello di allerta cambierà in base alla velocità di sollevamento del suolo per effetto della spinta della lava: dal 2016 ad oggi, il terreno si è alzato di 82 centimetri e solo nel mese di settembre sono stati registrati 1.106 terremoti. Ecco cosa significa concretamente vivere in un perenne stato di allerta arancione o rosso.

Zona rossa e gialla: cosa cambia

I campi Flegrei sono divisi in due. Un milione e 300mila abitanti vive tra la zona rossa e quella arancione: il colore non è legato allo stato di allerta, ma indica la vicinanza al Vulcano Nuovo. Lo scenario eruttivo e l'identificazione delle due zone – rossa e gialla – sono state ridefinite nel giugno del 2016, con un decreto della presidenza del Consiglio, insieme alla Regione Campania e ai Comuni interessati.

“La zona rossa è quella da evacuare immediatamente in caso di eruzione e comprende circa mezzo milione di persone; la zona gialla è quella in cui si trovano persone esposte a significativa ricaduta di cenere: questa zona comprende circa 800mila persone". Lo ha spiegato oggi all’audizione per l’esame del Ddl Campi Flegrei il ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci.

Allerta arancione: cosa significa

Il livello di allerta arancione è il terzo livello di criticità, ovvero lo ‘stato di preallarme’ prima dell’eruzione vera e propria. Ad oggi, l’Osservatorio Vesuviano parla di bradisismo e per il momento lo stato di allerta è giallo, ovvero una situazione di ‘attenzione’. I livelli di allerta sono quattro (verde, giallo, arancione e rosso) e vengono stabiliti dalla protezione civile, sulla base dei risultati del monitoraggio della Commissione nazionale grandi rischi.

Lo scenario arancione è il preallarme e indica la probabilità di danni ingenti. A livello operativo, in questa fase vengono evacuate le persone presenti negli ospedali e nelle case di cura, viene trasferita la popolazione carceraria e messi in sicurezza i beni culturali. Già in questa fase, la popolazione residente può allontanarsi spontaneamente dalla zona gialla: ma non viene evacuata in modo coatto.

Le strutture da evacuare: ecco quali

L’eventuale passaggio alla fase di preallarme, il livello arancione, avrebbe un alto impatto profondo sul territorio della ‘zona rossa’, che ad oggi include 7 comuni per oltre 480mila abitanti. Tra le strutture da evacuare, ci sono l’istituto penale minorile di Nisida, il carcere femminile di Pozzuoli e quattro nosocomi, a cui si aggiungono cinque Rsa e sei case di cura private accreditate. Si parla di 3.500 persone tra pazienti, detenuti e lavoratori.

Evacuazione o allontanamento?

Durante lo stato di allerta arancione, per gli abitanti che vivono nelle proprie case non si parla di una vera e propria evacuazione (perché non è obbligatoria), ma si allontanamento spontaneo dalle abitazioni. I pazienti e il personale delle strutture sanitarie saranno invece evacuati e trasferiti in altri ospedali. Ad occuparsene sarà una task force regionale istituita dal governatore Vincenzo De Luca, di cui fanno parte le Asl di Napoli Centro e Napoli Nord. Per le carceri, il criterio da rispettare sarà quello della “territorialità della pena”.

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