Caivano, famiglie delle bimbe stuprate barricate per la paura. A Roma una mamma offre la sua casa: “Missione di umanità”

Dopo la richiesta di aiuto a Giorgia Meloni, si è attivata la macchina della solidarietà. Don Patriciello: “La sinistra non mi perdona l’invito alla premier”

Giorgia Meloni in visita a Caivano. Il colloquio della premier con don Patriciello
Giorgia Meloni in visita a Caivano. Il colloquio della premier con don Patriciello

Napoli, 1 settembre 2023 – Sono costrette a vivere barricate dentro casa le famiglie delle due cuginette stuprate dal branco a Caivano, ieri una delle mamme hanno chiesto aiuto alla premier Giorgia Meloni per scappare dalla ferocia Parco Verde.

Sono bastate poche ore e la catena della solidarietà si è già attivata. Stanno arrivano in queste, una dopo l’altra le prime offerte di aiuto da parte di diversi benefattori. Da un paese della provincia di Roma, una mamma di tre figli si è resa disponibile ad offrire un'abitazione: “Vorrei fare qualcosa di concreto – dice la donna – per la bambina e la sua famiglia. Si tratta di una missione di umanità. Siamo una piccola comunità e sono sicura che potremmo essere un buon luogo per dare tranquillità alla bimba e alla sua famiglia, per poter ripartire e provare a stare bene”.

Approfondisci:

Meloni a Caivano: “Qui per riportare la presenza dello Stato”. Don Patricello: “Il centro sportivo riaprirà nel 2024”

Meloni a Caivano: “Qui per riportare la presenza dello Stato”. Don Patricello: “Il centro sportivo riaprirà nel 2024”

Don Patriciello: “Meloni ha detto le cose che volevo sentire”

Dopo l’arrivo di ieri a Caivano della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivano le prime critiche a don Maurizio Patriciello. Il parroco del quartiere attaccato: “La sinistra non mi perdona l’invito alla premier Meloni”

Don Patriciello ricorda di aver incontrato molte autorità, “ma Meloni è la prima donna premier: è venuta preparata e ha detto le cose che volevo sentire. Come quando ha annunciato la resurrezione del nostro centro sportivo''. Si è impegnata a riaprirlo entro la primavera prossima. ''Quasi un miracolo, perciò parlo di resurrezione. Qui ci sono ragazzi che per andare a scuola devono attraversare cinque piazze di spaccio. Vivono tra le peggiori tentazioni. Finalmente ora potranno tornare a correre e nuotare''.

'Stavo per salutarla con un applauso. Poi mi sono trattenuto. Ma l'ho invitata, non si è fatta pregare e si è impegnata: prima davanti a tre ministri, un prefetto, il capo della polizia e al mio vescovo, e poi davanti alle telecamere. Più di così? Io sono un credente. Credo anche alle parole date. Ma se nulla dovesse succedere, se le parole dovessero rimanere parole, allora sarei il primo a fischiare''. Lo ha raccontato il parroco di Caivano in un'intervista al Corriere della Sera.

“La sinistra non mi perdona”

“Ora mi tocca ricevere le telefonate indispettite – ha aggiunto don Patriciello – dei miei amici di sinistra. Non mi perdonano di aver aperto le braccia a Giorgia Meloni. Ma se anche De Luca ha detto che qui lo Stato non si è mai visto. Dovevo starmene con le mani in mano?''. Con il governatore De Luca ''ci siamo incontrati, ora dice che ci aiuterà per gli assistenti sociali'', mentre il sindaco di Napoli e della città metropolitana, Manfredi, ''non l’ho visto e sentito''.