Random Identities di Stefano Pilati
Random Identities di Stefano Pilati

Firenze, 10 gennaio 2020 - Provocare, spiazzare, sorprendere per farci domandare solo e sempre: chi siamo, chi sono, cosa voglio far sapere di me e del mio mondo, in quale corpo vive la mia anima. Sono queste le riflessioni della moda colta e stavolta davvero rivoluzionaria di Stefano Pilati creativo Special Guest di Pitti Uomo 97 che ha voluto lanciare il suo messaggio di libertà con la collezione invernale del brand da lui fondato nel 2017 a Berlino dove vive, dopo i fasti di Saint Laurent e di Zegna che lo hanno visto convincente direttore creativo e ispiratore del lusso. Ora punto e a capo e da Firenze parte il seme di fluidità che per Pilati è molto più che un accenno al no-gender. Si superano gli steccati, non si sa se sfilano uomini o donne tanto questi giovani in passerella sono in trasformazione. "Il 70% dei modelli sono miei amici – racconta un emozionatissimo Pilati nel backstage dopo un successo schiacciante – questa non è una collezione, ci ho messo 14 mesi per decidere di sfilare, è uno show intimo, cerco nuovi territori di stile, anche la mia moda è in continua evoluzione. Random Identities, così si chiama il mio brand, è la mia risposta, segnata da un atteggiamento fluido e versatile, all’esigenza di definirsi senza etichettarsi", conclude lo stilista che ha chiuso il defilè sfilando lui stesso con un cappotto color cammello che più Pilati non si può.

Tutti in piedi in simpatico ordine-disordine alla Stazione Leopolda con passerella di luce rossa, senza barriere di ceto, ruolo e appartenenza. Magnifica la collezione con tutti i suoi crismi e un puro Dna sartoriale e attuale di Stefano Pilati che si conferma un grande dell’eleganza di oggi, spalle forti, uomini anche in gonna su pantaghetta ma non ridicoli, smoking da vertigine, chemisier severi e neri, parka camouflage, bombe di colore giallo e celeste. Questo è quello che ci si aspetta da Pitti Uomo, non sfilate evento ma sfilate verità.

Sfilata Telfar Clemens

Altra scena, stavolta provocatoria, a Palazzo Corsini per il defilè di Telfar Clemens, americano di origini liberiane, che ha immaginato la fine di un moderno baccanale ma ad Harlem, tra avanzi avariati, ossa primitive, teste di cinghiale, bucce e tozzi di pane abbandonati dappertutto. Sulla tovaglia candida, sul tavolo rotondo, nel mezzo della opulenta Sala del Trono, salgono e sfilano i modelli. E anche qui ti domandi quali siano i maschi e quali le femmine, in un gioco che dissacra le identità e al tempo stesso le esalta nel nuovo concetto di unisex.

Intanto in fiera alla Fortezza si parla di stile, di nuovo formale che è poi il classico rivisitato con grinta per i più giovani. E intelligentemente Pitti Immagine ha organizzato con la regia della rivista Dust una sfilata collettiva en plein air sul Piazzale della Ghiaia che ha valorizzato il lavoro di tanti brand. Guido Biondi, direttore creativo di Roy Roger’s è anche l’anima stilistica della collezione President’s che rielabora felicemente i grandi classici: la felpa col logo ricamato a mano con gli iris viola, il pull a ferri lavorato a mano in 25 ore da una magliaia dell’Abetone in alpaca e lana grossa.

Debuttano a Pitti le scarpe maschili di Sergio Rossi con la punta squadrata, da North Sails c’è la collezione per Prada e la 36ª edizione dell’America’s Cup a tutta sostenibilità, da Piquadro il presidente e ad Marco Palmieri racconta che da 2 anni certifica il bilancio sostenibile e lancia la linea di zaini PQ-Bios ad alta percentuale di riciclo.

Stefano Ricci

Nel Teatrino Lorese c’è il mondo perfetto e stupefacente di Herno col presidente Claudio Marenzi che racconta l’evoluzione felice del progetto Laminar Assoluto e mostra le sneakers Trail Shoes che pesano solo 320 grammi. Futuristic Heritage è il nome della collezione di Colmar Originals con imbottiture ad alta sperimentazione per piumini giovanilissimi. Padri e figli si vestono con la stessa eleganza, educazione e raffinatezza da Stefano Ricci con le meraviglie di seta, coccodrillo e lane superfini e preziose. La collezione invernale ha un peso più leggero, tutto è stiloso e contemporaneo, la cartella di coccodrillo è di una bellezza inarrivabile.