Sabato 13 Luglio 2024
CEDITORIALI
Moda

Fazzoletto da taschino: come è nato e a cosa serve

Un accessorio fin troppo sottovalutato, simbolo di potere e successo nel passato, tornato nuovamente di moda negli ultimi tempi

Il fazzoletto, un accessorio senza tempo

Il fazzoletto, un accessorio senza tempo

Il fazzoletto da taschino, o pochette, è un accessorio versatile, che si presta a molti utilizzi, sia pratici che simbolici. Un pezzo di stoffa che ha passato millenni ed ha accompagnato i look di ogni epoca. In passato era un vero e proprio simbolo di potenza e rispetto, soprattutto per coloro che erano soliti frequentare ambienti politici. Adesso è tornato di moda prepotentemente negli ultimi anni, dove la pochette nel taschino della giacca è quasi d'obbligo per un look brillante e alla moda.

Le funzioni del fazzoletto

Prima di tuffarci nella storia di questo accessorio molto amato, vediamo tutti gli utilizzi possibili, oltre chiaramente a quello prettamente estetico: la pochette infatti, in un completo ha il compito di aggiungere quella sfumatura in più a seconda dell'occasione e del tipo di outfit scelto. Una fantasia eccentrica dona un tocco più easy al look, mentre i classici motivi a pois o righe sono perfetti per le cerimonie più importanti. Passando alle funzioni pratiche invece, spaziamo dal soffiare il naso, alla pulizia degli occhiali, fino all'asciugarsi mani e fronte. Quest'ultima ovviamente nei mesi più caldi.

In età classica

Fin dall'inizio, il fazzoletto era considerato un segno distintivo della buona società. Lo usavano i Faraoni appeso alla cintura, così come i grandi condottieri persiani: guai se un loro servo avesse osato pulirsi con una pezza! Era un gesto riservato ai comandanti. I giovani e intelligenti greci invece, dovevano decidere se pulirsi la fronte con il fazzoletto o soltanto con i loro drappeggi; portandone due - uno in mano e uno alla cintura - probabilmente era il primo a servire la fronte. I Romani, che erano inclini a esagerare le abitudini classiche elleniche, portavano, non due, ma diversi fazzoletti, per ognuno dei quali avevano un nome diverso: i principali erano il sudarium (per asciugare il sudore appunto) e l'orarium, quest'utlimo da utilizzare davanti alla bocca per i cattivi odori. Quello per il muco invece, era detto mucinum, ma ad oggi, ne abbiamo pochissime testimonianze, segno dello scarso utilizzo. Per il muco si usavano le dita. Il quarto tipo era detto sudaria saetaba, ed era fatto di lino. Questo si agitava a teatro al termine di uno spettacolo, l'equivalente del nostro applauso.

La diffusione del XVI secolo

Nel Rinascimento, il fazzoletto era un elemento importante nella dote nuziale italiana: un biglietto da visita per la sposa, che veniva etichettata in base ai ricami sopra di essi. Dopo il Medioevo infatti, era tornato ad avere un ruolo prestigioso come simbolo di potenza e rispetto. E proprio dall'Italia si diffuse presto nel resto d'Europa. Prima in Francia, dove alla corte di Luigi XIV, il Re Sole, la pochette era considerato uno strumento di seduzione fra i più pregiati, e solo alla fine in Inghilterra, dove invece veniva considerato una stravaganza tipica dalla generazione più anziana.

La Regina Elisabetta e l'equivoco irlandese

Un divertente malinteso ha colpito la corte della Regina Elisabetta durante una cerimonia con alcuni uomini politici irlandesi. Il fazzoletto era un'usanza che in Irlanda non era ancora popolare, anzi, allora per ovviare alla mancanza imperdonabile degli ospiti di Sua Maestà, una cameriera ne procurò uno al capo delegazione straniero. Dopo averlo usato però, il fazzoletto venne gettato nel fuoco: sacrilegio! Questo fu uno shock per la corte che non aveva mai visto un tale gesto dispregiativo verso un dono della Regina. La spiegazione delle cameriere riguardo le funzioni simboliche del fazzoletto non convinse gli irlandesi che etichettarono in seguito le donne inglesi come scostumate disposte a mettere in tasca ciò che aveva toccato le loro narici. Per la cronaca, anche il secondo fazzoletto finì nel fuoco.

Il comando di Luigi XVI

Chiudiamo con una curiosità legata alla forma rigorosamente quadrata dei fazzoletti da taschino. Essi infatti non sono sempre stati con tutti e quattro i lati uguali ma sono diventati così solo dopo un intervento regale. Il buon Luigi XVI infatti, non aveva altro più importante a cui pensare se non a regolarizzare la forma dei fazzoletti. Il sovrano protagonista - a suo malgrado - della Rivoluzione Francese, aveva decretato che tutti i fazzoletti dovessero avere una lunghezza uguale alla loro larghezza. Sono stati i produttori a convincere il re a porre questa modifica, rendendo obbligatoria la quadratura del fazzoletto da taschino. Una decisione che porta i suoi effetti ancora oggi.