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25 gen 2022

Gli squali tornano a mordere dopo la pandemia

Dopo tre anni di attacchi calo, nel 2021 sono tornati ad aumentare i morsi di squali nei mari di tutto il mondo

25 gen 2022
Squali all'attacco in mare
Squali all'attacco in mare
Squali all'attacco in mare
Squali all'attacco in mare

Ben 73 morsi di squalo nel 2021. Le aggressioni dei pescicani tornano a crescere dopo la pandemia che, nel 2020, ha di fatto svuotato (anche) le spiagge di tutto il mondo. Un segno dei tempi. Lo squalo più aggressivo è sempre quello bianco e il paese più colpito gli Stati Uniti d’America, soprattutto la costa sull’Atlantico. A rischio ci sono soprattutto le categorie di persone che passano più tempo tra le onde basse, come surfisti e pensionati. I dati sono stati elaborati dall'International Shark Attack File del Florida Museum of Natural History che spiega anche gli accorgimenti per evitare gli attacchi.

I morsi di squalo aumentano
il 2021 ha fatto registrare 73 casi di morsi di squali in tutto il mondo. Una tendenza in aumento rispetto al 2020, quando i morsi dei pescicani furono “solo” 52, il dato più basso degli ultimi 10 anni.
Nell’anno appena concluso è salito anche il numero di aggressioni fatali, con sei decessi sulle coste di Australia, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Brasile e Stati Uniti. Il principale colpevole di queste morti sono i grandi squali bianchi (Carcharodon carcharias), quelli raccontai da Steven Spielberg nel film Lo squalo.

I Paesi del mondo con più aggressioni da parte degli squali
Il rapporto dell’IFAS analizza anche i paesi che hanno segnalato più morsi di squalo. A guidare la classifica, anche per il 2021, ci sono gli Stati Uniti con 47 morsi, il 64% del totale. La maggior parte degli attacchi (42) sono stati registrati sulla costa atlantica del Paese. Al secondo posto c’è l’Australia con 12 aggressioni, con una diminuzione rispetto alla media degli ultimi 5 anni, che era di 16 morsi. Terzo posto per Brasile e Nuova Zelanda, con 3 aggressioni da parte degli squali e poi Canada, Ecuador e St. Kitts e Nevis che hanno fatto registrare un solo attacco.

Le categorie “sotto attacco” e i consigli per evitare i morsi degli squali
Secondo l’International Shark Attack File del Florida Museum of Natural History il calo di casi dei morsi di squalo degli ultimi anni non è imputabile unicamente alla pandemia. Secondo Gavin Naylor - direttore del programma di ricerca sugli squali del Florida Museum - "il calo complessivo delle morti per morsi di squalo è probabilmente dovuto a una combinazione di protocolli di sicurezza delle spiagge migliorati in tutto il mondo e a una diminuzione del numero di squali di varie specie nelle acque costiere”.
La maggior parte degli individui (51%) morsi dagli squali – fanno sapere i ricercatori - erano surfisti o pensionanti, categorie di persone che trascorrono una notevole quantità di tempo in acqua, soprattutto in zone dove il mare è poco profondo e le onde basse e lunghe (perfette per il surf) creano l’habitat perfetto per gli attacchi.
L’ISAF spiega che per evitare le aggressioni bisognerebbe evitare gli schizzi quando si fa il bagno (per non essere scambiati dagli squali per pesci in difficoltà) e non indossare gioielli che possono brillare alla luce del sole e apparire come squame per i pescecani affamati.
 

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