Foto: Toledo Productions/BBC Films/FilmNation Entertainment
Foto: Toledo Productions/BBC Films/FilmNation Entertainment
Giovedì 18 ottobre esce nelle sale cinematografiche italiane 'The Children Act – Il verdetto', film con una protagonista in forma smagliante (Emma Thompson), ma che alterna luci e ombre. Cosa possiamo aspettarci?

THE CHILDREN ACT – IL VERDETTO: COS'È?

Stiamo parlando di un film drammatico che è l'adattamento del romanzo 'The Children Act' (2014) scritto dall'inglese Ian McEwan e pubblicato in Italia per i tipi di Einaudi come 'La ballata di Adam Henry'. Il titolo originale si riferisce a una norma del diritto britannico, il Children Act 1989, che definisce le funzioni attribuite a enti locali, agenzie governative, tribunali e genitori allo scopo di garantire e promuovere il benessere dei minori.

La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Ian McEwan, mentre la regia è di Richard Eyre ('Diario di uno scandalo', 'L'ombra del sospetto', 'Iris – Un amore vero').

THE CHILDREN ACT – IL VERDETTO: DI COSA PARLA
La storia è quella di Fiona Maye (interpretata da Emma Thompson), cinquantanovenne giudice dell'Alta Corte britannica e specializzata in diritto famigliare e tutela dei minori. Il suo lavoro la assorbe completamente, intaccando la solidità della relazione con il marito (Stanley Tucci).

Un nuovo caso incrinerà ulteriormente l'equilibrio di Fiona e del suo matrimonio: riguarda Adam Henry (Fionn Whitehead), che seguendo i precetti dei genitori testimoni di Geova rifiuta la trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. Il giovane è brillante e intelligente, ma ha diciassette anni e nove mesi, dunque legalmente parlando è ancora minorenne, seppure per poco: come comportarsi dal punto di vista legale?

IL TRAILER IN ITALIANO


L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE
'Il verdetto' propone uno spunto di riflessione tutt'altro che banale e che rappresenta uno degli elementi più interessanti del film: infatti, nelle classiche discussioni da bar o da social può sembrare una questione semplice, ma l'applicazione della legge non lo è quasi mai.

Si tratta di mettere in relazione un principio generale di diritto, per definizione astratto e freddo, con il caso reale e particolarissimo cui si rivolge in un determinato momento, che invece ha un enorme portato di umanità e complessità. Insomma, raramente un giudice ha di fronte una netta distinzione fra bianco e nero, molto più di frequente naviga fra sfumature di grigio. E deve prendersi la responsabilità di ridurre quelle sfumature a un atto legalmente vincolante.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Al di là di questo ragionamento sulla natura della legge e sulla sua applicazione, che resta notevole, 'The Children Act – Il verdetto' ha spinto pubblico e critica verso un giudizio positivo, ma non entusiasta. Non si tratta tanto di mettere in dubbio il rigore della regia (valida) o l'interpretazione del cast, che è ottima (a parte Fionn Whitehead, che tende a essere eccessivo).

Più che altro il problema è lo sviluppo della trama nella seconda parte del film, perché le motivazioni dei protagonisti restano fumose (nel caso del giudice Maye) e un po' sciocche nel caso del minorenne malato. Esposte in modo chiaro, non c'è dubbio, ma nettamente meno intriganti rispetto ai dilemmi legali e umani della prima parte.

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