Giovedì 11 Luglio 2024
RITA BARTOLOMEI
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Scioglimento ghiacciai, tornano alla luce reperti straordinari. I cacciatori di relitti

Gli esperti Cai: "Iniziate le ricognizioni per recuperare al meglio un patrimonio straordinario". Dalla mummia del Similaun all'alpinista romantico al milionario mai ritrovato, ecco le storie

Roma, 27 agosto 2022 - Scioglimento dei ghiacciai: in tutto il mondo il fenomeno provocato dai cambiamenti climatici sta riservando scoperte straordinarie. Quelle vette sconvolte da un caldo record ci consegnano un patrimonio storico e naturalistico di valore eccezionale. E attirano i cacciatori di relitti.

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Scioglimento dei ghiacciai, riemergono scheletri e relitti

Riemergono tracce dal passato affascinanti e insieme misteriose che la montagna ha custodito per secoli o anche solo per decenni. Dagli ultimi ritrovamenti di scheletri e relitti in Svizzera - in mezzo anche la storia del milionario tedesco Karl-Erivan Haubmai tornato a casa dopo un'escursione nel 2018 - fino ai soldati della Prima Guerra mondiale sulla Marmolada. E se andiamo davvero indietro nel tempo, all’epoca preistorica, arriviamo a Otzi, così viene familiarmente chiamata la mummia del Similaun.

"In corso ricognizioni e ricerche sui ghiacciai"

Giuliano Cervi, presidente del comitato scientifico centrale del Cai, conferma l’interesse di storici e scienziati. “Sono in corso numerose ricognizioni in seguito all’arretramento dei ghiacciai per individuare testimonianze archeologiche e culturali in genere, recenti o meno recenti. Non esiste ancora una sede museale o comunque di raccolta e documentazione di questo patrimonio*. Il Cai, fa sapere Cervi, "si è già attivato da anni in collaborazione con l’Istituto italiano di preistoria e protostoria. E ha promosso una serie di indagini e ricognizioni.  Alcune di queste hanno dato anche esiti interessanti”.

Dalla mummia del Similaun ai rifiuti

"A parte l’uomo del ghiaccio, la mummia del Similaun, vengono alla luce anche tracce di incisione rupestri, ad esempio in Lombardia. E purtroppo anche rifiuti. Nell’indagine che abbiamo fatto sul ghiacciaio del Monte Rosa nel versante della Valsesia, abbiamo documentato parecchio materiale legato a una frequentazione recente, persino rifiuti che si sono accumulati nel tempo e che ora vengono alla luce".

Ciascuno fa per sé

Riflette Cervi: "Non c’è, che io sappia, un progetto comune sui reperti. L'auspicio è che ci possiamo arrivare, in futuro.  Perché poi perdiamo in continuazione una messa di informazioni e di dati imponenti. I ghiacciai possono darci informazioni spettacolar,i dalla preistoria ad oggi".

La storia di Ettore Zapparoli

Daniele Cat Berro, glaciologo della Società metereologica italiana nella redazione della rivista Nimbus, ricorda la figura di Ettore Zapparoli, alpinista romantico e solitario che sparì in circostanze misteriose nel 1951. Racconta: "Nel ghiacciaio del Belvedere, sulla parete del Monte Rosa diventata famoso per il lago effimero, nel 2007 sono riemersi dei resti che tramite il DNA sono stati attribuiti a lui". Quindi 56 anni dopo la scomparsa, la montagna ha generosamente restituito il corpo dell'alpinista solitario.

Cosa ci dobbiamo aspettare?

"Indubbiamente lo scioglimento dei ghiacciai ci riserverà molti ritrovamenti - ragiona Cat Berro - a partire dagli alpinisti, sono decine e decine  quelli scomparsi e mai più ritrovati. In molti casi non sarà possibile ricostruire alcunché. In altri, come nel caso di Zapparoli si".

Intanto in Francia all’argomento stanno dedicando una mostra, 'Vestiges des cimes', nel castello di Annecy sede del museo dei laghi e delle montagne. La mostra è incentrata proprio su questo rimarrà aperta fino a ottobre e vuole approfondire il riscaldamento globale e i resti archeologici che porta alla luce.

La mummia del Similaun
La mummia del Similaun