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22 apr 2020

Rat-Man contro il virus: "Alla fine vinceremo"

Parla Leo Ortolani, il fumettista che ha creato Rat-Man nel 1989. "Il lockdown? Per me è iniziato da quando faccio questo lavoro. Ma le mie figlie soffrono la mancanza delle amiche, è dura gestirlo"

22 apr 2020
andrea bonzi
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Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani (Panini comics))
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Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani (Panini comics))

Roma 22 aprile 2020 - "Rat-Man? Sta guardando serie tv come se non ci fosse un domani. Non credo nemmeno che si sia accorto di quello che sta succedendo fuori, perché tanto la spesa vado a farla io. E nemmeno le penne lisce lo disturbano più di tanto. Sopravvivrà. E un giorno, tornerà".
Parola di Leo Ortolani, 53 anni, geniale papà di Rat-Man, uno dei personaggi a fumetti italiani più longevo (ha più di trent’anni) e di maggior successo, parodia – va da sé – del giustiziere con le orecchie da pipistrello. Dall’esplosione della pandemia, Ortolani, che vive a Parma, uno dei primi Comuni ‘chiusi’ per Coronavirus, tiene un resoconto a vignette della quarantena (‘Diario dalla Zona Rossa’) sul suo profilo Facebook e Instagram. Con tanto di caricatura di Covid-19 con cui i personaggi interagiscono. Si ride, molto. Spesso, amaramente.

Leo Ortolani, creatore di Rat-Man
Leo Ortolani, creatore di Rat-Man

Lei ha due bambine, le belve appunto: per loro com’è restare chiuse in casa? Come trascorrono le giornate?
"C’è la scuola online che le occupa al mattino e a volte anche al pomeriggio. Quando possiamo, cerchiamo di buttarle in giardino, a giocare, a camminare, a muoversi. Non funziona sempre. Preferiscono stare in casa, sul letto, attaccate al cellulare come all’ossigeno. Soffrono la mancanza di contatti con le amiche. Da intere giornate insieme, sono passate a zero tempo insieme. Non è stato semplice da gestire, nemmeno per loro".

'Star Rats: Stella' 2 (Panini Comics), dal 23 aprile nelle edicole
'Star Rats: Stella' 2 (Panini Comics), dal 23 aprile nelle edicole

Diciamo che materiale per una parodia, l'ultima trilogia cinematografica ne ha dato... 
"Purtroppo piange il cuore a pensare che un colosso come la Disney non sia in grado di organizzare una trilogia cinematografica coerente dal punto di vista narrativo. Tre film buttati sulla griglia, tenendo le dita incrociate e aggiungendo salse barbecue e salaromi vari, a seconda delle reazioni del pubblico che se li sono “dovuti” ingoiare a forza. Anzi, a Forza. Per forza, che poi uno ci fa le parodie. Ma in questo caso ho preferito costruire una storia più solida, basandomi su elementi della saga passata di Star Rats, ma creando un nuovo universo di personaggi".

Con questa pandemia, le edicole sono tornate basilari per il fumetto, dopo che da alcuni anni il mercato si stava spostando nelle librerie. Un’inversione di tendenza?
"Non credo che pochi mesi di lockdown invertiranno la tendenza. Del resto, il fumetto non deve essere un mezzo espressivo imprigionato nelle sue stesse griglie narrative. Il bello del fumetto è che muta, si adatta, si propone in modi sempre nuovi e interessanti. Ti contagia. Come un…Ah, no".

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