Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani (Panini comics))
Rat-Man, il personaggio creato da Leo Ortolani (Panini comics))

Roma 22 aprile 2020 - "Rat-Man? Sta guardando serie tv come se non ci fosse un domani. Non credo nemmeno che si sia accorto di quello che sta succedendo fuori, perché tanto la spesa vado a farla io. E nemmeno le penne lisce lo disturbano più di tanto. Sopravvivrà. E un giorno, tornerà".
Parola di Leo Ortolani, 53 anni, geniale papà di Rat-Man, uno dei personaggi a fumetti italiani più longevo (ha più di trent’anni) e di maggior successo, parodia – va da sé – del giustiziere con le orecchie da pipistrello. Dall’esplosione della pandemia, Ortolani, che vive a Parma, uno dei primi Comuni ‘chiusi’ per Coronavirus, tiene un resoconto a vignette della quarantena (‘Diario dalla Zona Rossa’) sul suo profilo Facebook e Instagram. Con tanto di caricatura di Covid-19 con cui i personaggi interagiscono. Si ride, molto. Spesso, amaramente.

Salve Ortolani, se solo due mesi fa ci avessero detto che saremmo stati in una situazione del genere, avremmo pensato a un film o a un fumetto distopici. Eppure siamo qui. Lei come la vive?
"Mi sveglio e mi domando come diavolo sia successo. Ogni giorno. Ma per me è cambiato poco, nel senso che sono in lockdown dal 1995, da quando ho iniziato a fare fumetti come professione. Tra scadenze, imprevisti editoriali e altro, son sempre in casa a lavorare. Certo, ogni plenilunio riuscivo a vedere l’amico Marcello Cavalli, ma adesso possiamo solo ululare nel buio. D’altra parte, ho riscoperto la fatica e il piacere di stare con la mia famiglia. Siamo come in una lunghissima sit-com. Prima, le mie belve erano sempre a scuola, o al centro compiti, o con le amiche e le vedevo veramente pochissimo. Ora, siamo insieme 24 ore su 24. Aiutatemi".
Leo Ortolani, creatore di Rat-Man

Lei ha due bambine, le belve appunto: per loro com’è restare chiuse in casa? Come trascorrono le giornate?
"C’è la scuola online che le occupa al mattino e a volte anche al pomeriggio. Quando possiamo, cerchiamo di buttarle in giardino, a giocare, a camminare, a muoversi. Non funziona sempre. Preferiscono stare in casa, sul letto, attaccate al cellulare come all’ossigeno. Soffrono la mancanza di contatti con le amiche. Da intere giornate insieme, sono passate a zero tempo insieme. Non è stato semplice da gestire, nemmeno per loro".

Nelle strisce quotidiane che pubblica su Facebook, lei scherza sugli aspetti più surreali e contraddittori della crisi Coronavirus. Come vede il futuro? Ci sveglieremo da un brutto sogno o è qualcosa che ci segnerà per sempre?
"Ci segnerà, ma non ci fermerà. Vedo già un clima di rilassamento generale, fuori da casa, che da una parte mi fa ben sperare, dall’altra mi preoccupa. Ci saranno disastri da sistemare, più grandi di me, la cui entità non riesco a vedere. Son chiuso in casa, come faccio? Ma l’uomo supera sempre tutto".

È in uscita l’ultimo capitolo della sua parodia di Star Wars. Di cosa tratta?
"Star Rats: Stella (edito da Panini Comics) si prefigge di concludere la saga dei Rat-Men, eroi stellari alle prese con il Lato Oscuro dell’Oroscopo, iniziata nel 1999, così come in Star Wars, al cinema, si è chiusa quella di Skywalker. La miniserie è composta da 6 numeri mensili, il secondo in uscita domani, anche in edicola".
'Star Rats: Stella' 2 (Panini Comics), dal 23 aprile nelle edicole




Diciamo che materiale per una parodia, l'ultima trilogia cinematografica ne ha dato... 
"Purtroppo piange il cuore a pensare che un colosso come la Disney non sia in grado di organizzare una trilogia cinematografica coerente dal punto di vista narrativo. Tre film buttati sulla griglia, tenendo le dita incrociate e aggiungendo salse barbecue e salaromi vari, a seconda delle reazioni del pubblico che se li sono “dovuti” ingoiare a forza. Anzi, a Forza. Per forza, che poi uno ci fa le parodie. Ma in questo caso ho preferito costruire una storia più solida, basandomi su elementi della saga passata di Star Rats, ma creando un nuovo universo di personaggi".

Con questa pandemia, le edicole sono tornate basilari per il fumetto, dopo che da alcuni anni il mercato si stava spostando nelle librerie. Un’inversione di tendenza?
"Non credo che pochi mesi di lockdown invertiranno la tendenza. Del resto, il fumetto non deve essere un mezzo espressivo imprigionato nelle sue stesse griglie narrative. Il bello del fumetto è che muta, si adatta, si propone in modi sempre nuovi e interessanti. Ti contagia. Come un…Ah, no".