(Foto: Monterey Bay Aquarium Research Institute)
(Foto: Monterey Bay Aquarium Research Institute)

Le profondità marine riservano sorprese di ogni tipo, che spaziano dal bizzarro al tenero, dal cartoonesco allo spettrale. Tra le creature di cui probabilmente non sospettavamo l'esistenza, c'è il Macropinna microstoma, un pesce dalla testa traslucida, che fa intravedere due curiosi occhi verdi rivolti all'insù. Di lui si sa molto poco, perché è raro riuscire a osservarlo nel proprio habitat: un gruppo di ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI) è riuscito tuttavia a riprenderlo grazie a un sottomarino a comando remoto (ROV in inglese), che era in missione nelle acque della California.



Le immagini sono state catturate a circa 650 metri di profondità nel Monterey Submarine Canyon, uno dei canyon sottomarini più profondi della costa del Pacifico. Di casa anche in Giappone, e nel Mare di Bering (nord dell'Alaska), il Macropinna microstoma vive tra i 600 e gli 800 metri sotto la superficie dell'oceano, in quella zona di mare definita mesopelagica o crepuscolare, in cui la luce non è sufficiente per consentire la fotosintesi. La sua natura schiva non ha mai consentito di studiarlo nel dettaglio, tanto che la scienza non è in grado di stimare quanti esemplari ne esistano al mondo. A tale riguardo gli esperti del MBARI hanno sottolineato di avere effettuato oltre 5600 immersioni e 27600 ore di riprese, ma di essersi imbattuti in questa specie solo nove volte.

L'aspetto più caratteristico del Macropinna microstoma è la membrana incolore che ricopre la testa, facendola di fatto apparire trasparente. Al suo interno spiccano due grossi occhi tubolari, di norma rivolti verso l'alto (ma ruotano anche in avanti), che grazie ai pigmenti verdi di cui sono dotati possono filtrare la poca luce disponibile. Le due rientranze all'estremità anteriore della testa, che sembrano un paio di occhi aggiuntivi, sono invece degli organi olfattivi, utili per captare gli odori di prede e nemici.

Il primo esemplare di Macropinna microstoma fu descritto nel 1939, dopo essere rimasto impigliato nelle reti di alcuni pescatori. Per colpa degli scossoni il suo corpo non rimase tuttavia integro: gli scienziati si sono accorti della testa traslucida solo osservandolo nuotare in anni recenti. Benché le condizioni fossero favorevoli, l'equipe del MBARI ha deciso di non prelevare il pesce per portarlo nel proprio acquario. "Non avevamo l'ambizione di catturare questo animale", ha dichiarato uno dei ricercatori, spiegando che la struttura non è attrezzata per accogliere una specie così rara e poco nota.