Angelo e Nicola Marchesi; in alto, la mappa dell’insediamento romano oggi podere
Angelo e Nicola Marchesi; in alto, la mappa dell’insediamento romano oggi podere

"Questo è il mio posto del cuore, da quassù lo sguardo scorre su tutto il podere che fu un accampamento romano dove da bambino con i miei due fratelli venivamo a giocare. E’ una delle quattro colline che delimitano parte dell’azienda e che gestisco con mio figlio. Qui vinifichiamo con metodo artigianale e rigorosamente biologico". Angelo Marchesi, già imprenditore ceramico che ha venduto a mezzo mondo prodotti di lusso, ora si dedica con il figlio Nicola, enologo con la passione della pallavolo, all’agricoltura e al vino in particolare. L’azienda si stende nella pianura di Ravarino, nel Modenese, (100 ettari) e oltre al vino produce anche prugne e foraggio. La collinetta da cui parla Angelo Marchesi è una delle quattro che ancora oggi delimita un’area che fu un insediamento romano tutt’ora percettibile nella sua logica geometrica. La tenuta si chiama Castel Crescente, ma per la tradizione popolare è "il podere dei monti" proprio per le quattro colline. Qui viene prodotto, anche per le caratteristiche di un terroir riconosciuto a vocazione vinicola già in epoca romana, un lambrusco di Sorbara Doc. Nell’ottica di una agricoltura tradizionale, ma con concezione moderna fino alla commercializzazione, le uve sono raccolte a mano, vinificate in purezza secondo il metodo ancestrale che prevede la rifermentazione in bottiglia. In ossequio a questa filosofia di antica fattura le rese di uva per ettaro sono limitate ad un massimo di 120 quintali. L’azienda (35mila bottiglie l’anno con prospettiva di crescita) produce il Lambrusco di Sorbara Doc chiamato Magnum e il Ravarein, un bianco a base grechetto gentile con una aggiunta di uve di cui Angelo e Nicola, fra marketing e sentimento, vogliono custodire il segreto. Entrambi vengono imbottigliati in due formati: classico da 0,75, il Baby Magnum, e nel formato Magnum (che dà anche il nome al Sorbara) da 1,5 litri. padre e figlio, sognatori in purezza, puntano molto sul Magnum perchè così il prodotto raggiunge una maturità più completa perchè più lenta. "In magnum stat virtus", ama ricordare Angelo Marchesi. Nei giorni scorsi sono arrivati due riconoscimenti per il Lambrusco: la medaglia d’argento conferita dallo Champagne & Sparkling wine e una citazione sui Vini d’Italia del Gambero rosso con Due bicchieri. La storia di questo podere, dove ora sta sorgendo la rinnovata sede dell’azienda in un antico edificio ristrutturato, è affascinante. L’appezzamento di 16 ettari ancora oggi è concepito in centurie secondo i criteri romani, cioè campi quadrati divisi in multipli di cento metri. L’insediamento intorno alle quattro colline era delimitato da un fossato largo venti metri e profondo sei di cui ancora oggi si intravedono le tracce. La tenuta, già certificata nel 1200, è appartenuta, ancora prima della nascita del paese di Ravarino, a nobili famiglie fra il cui il Duca di Modena che lo tenne per sè quando cedette per meriti bellici un’ampia fetta di terreno circostante ai Rangoni, altri blasonati signori del territorio. Angelo Marchesi accarezzò per anni l’idea di entrarne in possesso. Ci riuscì nel 2010, mentre Nicola, talentuoso partner di oggi, ancora studiava (info@marchesidiravarino.it).