Martedì 28 Maggio 2024

Chiesa, famiglia e lavoro: "Conciliare fede e relazioni è la sfida di questo presente"

di Riccardo Jannello Un pamphlet breve ma intenso per domandarsi: com’è la famiglia inclusiva? Don Simone Bruno – pugliese di Putignano,...

Chiesa, famiglia e lavoro: "Conciliare fede e relazioni è la sfida di questo presente"

Chiesa, famiglia e lavoro: "Conciliare fede e relazioni è la sfida di questo presente"

di Riccardo Jannello

Un pamphlet breve ma intenso per domandarsi: com’è la famiglia inclusiva? Don Simone Bruno – pugliese di Putignano, 49 anni, sacerdote, psicoloco e psicoterapeuta, direttore delle Edizioni San Paolo – ha scritto ’Siamo sempre una famiglia? Separati, coppie di fatto, nuclei allargati: le nuove prospettive’.

Don Simone, la famiglia punto dolente: è così?

"Certo, e sulla famiglia bisogna dialogare sempre con un linguaggio orientato al rispetto di ogni situazione, non violento, forse romantico, ma fondamentale per ogni cristiano".

La Chiesa è di fronte a un’evoluzione del concetto di famiglia che sembra rivolta più alla laicità: come si comporta ad esempio per le unioni fra divorziati?

“Con le famiglie in seconda unione è un atteggiamento accogliente come ha segnalato il Papa nella sua enciclica ‘Amoris Laetitia’. La parrocchia deve creare pastoralmente quel metodo che Bergoglio ha battezzato con tre verbi: ‘Accogliere, discernere, integrare’".

Come deve avvenire questo?

"Con ogni coppia che presenta questa condizione il pastore deve fare un discernimento fino a favorire l‘integrazione nella comunità. E l’accesso ai sacramenti si può realizzare solo con percorsi che portino alla penitenza e solo dopo all’eucarestia".

Ci sono sempre più famiglie di conviventi e non di coniugi uniti in matrimonio: come lo spiega?

"Con la condizione socio-economica e socio culturale del momento. Fare un progetto di vita quando i contratti di lavoro sono precari, i giovani vengono sfruttati, il mercato immobiliare è difficile e ci sono troppe situazioni farragginose è difficile. Dobbiamo impegnarci per fare sì che i sentimenti si affaccino su basi solide".

E per i divorziati quel ruolo può avere la Chiesa?

"Può rappresentare un punto di riferimento essenziale attraverso la fede e la ricerca della dimensione di ogni persona. Il messaggio che dà è di una potenza inaudita che non si aggancia solo alle norme, ma cambia, stravolge, trasforma: ti fa entrare in contatto con te e con gli altri e ti fa leggere tutto con luce nuova. Basta veicolare l’autentico messaggio evangelico".

Don Simone, come la mettiamo con le unioni omosessuali?

"Il Papa ci dice di accogliere la persona e poi di accompagnare la coppia. Ci sono organizzazioni che lavorano in modo esauriente su questo aspetto, come la Cairos di Firenze o il Guado in Lombardia: aiutano le persone a camminare, a scegliere. Ma la dottrina è chiara: non prevede aperture a momenti differenti ma non esclude mai la possibilità di accogliere. Ma il matrimonio no".

L’aborto è un tema assolutamente chiuso?

"Pur rispettando chi lo sceglie non si tratta di una modalità di aiuto alla vita: il nascituro non ha colpa".

La Chiesa vive un periodo di forti contrasti fra tradizionalisti e conservatori, fra bergogliani e anti: secondo lei, come se ne esce?

"Vivendo a stretto contatto con la realtà. E questo Francesco ce lo insegna bene".

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