La Voyager Station
La Voyager Station

Periodicamente qualche azienda di belle speranze più o meno plausibili salta fuori annunciando "il primo hotel nello spazio, a brevissimo!", e poi nella maggior parte dei casi se ne perde traccia nel tempo che serve a dire "Kubrick". Adesso è di scena la società americana Orbital Assembly Corporation (missione: la colonizzazione dello spazio), che se invece dovesse riuscire nel suo ambizioso progetto, potrebbe davvero vincere la gara del primo resort in orbita intorno alla Terra, con l'inaugurazione prevista nel 2027. Non solo: si tratterà di una vera e propria stazione spaziale adibita anche a scopi di ricerca e diventerà la struttura più grande mai realizzata dall'uomo nel cosmo, superando la ISS.

Gravità artificiale

Visitatori e ospiti non dovranno nemmeno sottoporsi a una preparazione preliminare. La Voyager Station avrà una forma circolare, simile alla ruota di una bicicletta, con un diametro di duecento metri. Il nucleo centrale sarà adibito a centro di controllo e piattaforma di attracco per le astronavi che trasportano passeggeri e rifornimenti, mentre i moduli abitativi saranno posizionati sull'anello esterno. La base ruoterà intorno all'asse centrale con una velocità sufficiente a generare una gravità analoga a quella della Luna. Quanto basta perché gli ospiti possano sentirsi a proprio agio, senza galleggiare in giro e potendo contare ad esempio su docce e toilette che funzionano come giù sulla Terra.

Suite, ristoranti e vista panoramica sulla Terra

I 24 moduli sull'anello esterno misureranno 20 metri di lunghezza per 12 di larghezza e conterranno camere, suite e residenze capaci di accogliere quattrocento persone, oltre a ristoranti, bar, spa e una palestra, adattabile anche a luogo per spettacoli. Alcuni saranno destinati agli alloggi per il personale, ai magazzini e ai servizi fondamentali, altri ancora potranno essere rilevati dalle agenzie spaziali per finalità di ricerca e per l'addestramento degli astronauti.



Dopo la fine dei test preliminari e la costruzione di una base di prova in scala ridotta, la Voyager Station sarà assemblata direttamente in orbita da un robot chiamato STAR (Structure Trust Assembly Robot) a partire dal 2025, con l'obiettivo di aprire i battenti due anni più tardi. Sui costi di realizzazione di questa opera colossale non si sa pubblicamente nulla, così come sulle tariffe per godersi una vacanza sulla base, ma non aspettatevi prezzi popolari da crociera nel Mediterraneo.