21 dicembre 1970: il presidente Nixon (1913 - ’94) incontra Elvis Presley (1935 -’77) alla Casa Bianca. Sotto, John Lennon (1940 - ’80)
21 dicembre 1970: il presidente Nixon (1913 - ’94) incontra Elvis Presley (1935 -’77) alla Casa Bianca. Sotto, John Lennon (1940 - ’80)
di Silvia Gigli L’unico presidente degli Stati Uniti che sia stato costretto a dimettersi per evitare la prigione, un idolo che – dopo aver scandalizzato l’America bigotta degli anni ’50 sdoganando tra i ragazzini bianchi la ribellione rock e la sua potenza sessuale – si rivela tutto patriottismo e ambizioni da spia, e un musicista mite e amatissimo che protestava contro la guerra in Vietnam. Un trio da film con in mezzo l’Fbi e la contestazione pacifista. L’unica foto che immortala l’incontro tra Richard Nixon, repubblicano, 37° presidente degli Stati Uniti, e Elvis Presley da Tupelo, Mississippi, fu scattata il 21 dicembre 1970. La macchina del Watergate era già in moto e quattro anni dopo Nixon sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma in quel dicembre del ’70, Richard ed Elvis chiacchierarono come vecchi amici e il...

di Silvia

Gigli

L’unico presidente degli Stati Uniti che sia stato costretto a dimettersi per evitare la prigione, un idolo che – dopo aver scandalizzato l’America bigotta degli anni ’50 sdoganando tra i ragazzini bianchi la ribellione rock e la sua potenza sessuale – si rivela tutto patriottismo e ambizioni da spia, e un musicista mite e amatissimo che protestava contro la guerra in Vietnam. Un trio da film con in mezzo l’Fbi e la contestazione pacifista.

L’unica foto che immortala l’incontro tra Richard Nixon, repubblicano, 37° presidente degli Stati Uniti, e Elvis Presley da Tupelo, Mississippi, fu scattata il 21 dicembre 1970. La macchina del Watergate era già in moto e quattro anni dopo Nixon sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma in quel dicembre del ’70, Richard ed Elvis chiacchierarono come vecchi amici e il presidente affidò a The Pelvis un incarico delicatissimo: spiare John Lennon, l’ex Beatle che si era trasferito negli Usa e che era acerrimo nemico della guerra in Vietnam.

A rivelarlo svelando nuovi precisi particolari è l’esperto musicale, presentatore e dj inglese Bob Harris, 75 anni, che, in un’intervista sul podcast Rockonteurs, ha parlato di come Nixon "odiasse" Lennon. Harris ha raccontato che Nixon reclutò Presley, che era un suo "grande amico", per spiare Lennon, aggiungendo che se Lennon avesse mai lasciato gli Stati Uniti durante il mandato di Nixon, non sarebbe mai più rientrato. "Sembrava che fosse quasi un frutto dell’immaginazione dell’ex Beatle quando diceva: “Il mio telefono è sotto controllo, vengo seguito ovunque“ – ma era vero", conferma Harris. "Nixon aveva giurato che finché lui era alla Casa Bianca, se Lennon avesse lasciato l’America gli avrebbe impedito di farvi ritorno, ed è per questo che John era bloccato a New York".

Harris ha poi spiegato: "Nixon era un grande amico di Elvis e viceversa. Aveva istruito Elvis perché raccogliesse quante più informazioni possibili su Lennon. Non è un mistero che Nixon considerasse Lennon un “nemico della controcultura“ e che durante la sua presidenza cercò in ogni modo di perseguitarlo". Harris ha poi aggiunto che "è stato odio a prima vista" anche tra Lennon e Presley, fin dall’incontro avvenuto a metà degli anni ’60, odio trasformatosi in una lunga rivalità. "Per John è stato molto deludente perché amava i dischi di Elvis, quindi scoprire che era un bigotto per giunta di destra è stato un grande shock. E, allo stesso modo, Elvis vedeva Lennon come un saccente parvenu, che gli aveva pure rubato la corona di re del rock". Non solo: Elvis arrivò a segnalare di persona al direttore Fbi Hoover (lo riteneva "il più grande americano vivente") che "i Beatles spargevano veleno nelle menti della gioventù americana".

Perché l’America aveva paura di John Lennon? The U.S. vs. John Lennon, documentario del 2006 di David Leaf e John Scheinfeld, racconta la trasformazione dell’ex Beatle da idolo pop a simbolo del pacifismo. Aveva stretti rapporti con i grandi attivisti dell’epoca come Abbie Hoffman, Jerry Rubin e Angela Davis, cosa ritenuta gravissima da Nixon e Fbi. "Mai e poi mai ci saremmo sognati che promuovere la pace nel mondo potesse essere tanto pericoloso", svela Yoko Ono nel film. Per la loro opera, i due registi sono stati accusati di anti-americanismo e di cattiva fede, mentre Yoko ha dichiarato che "di tutti i documentari realizzati su John, questo è quello che avrebbe amato di più".

Quando Elvis visitò la Casa Bianca nel dicembre 1970, lasciò una lettera a Nixon: "Mi presento, sono Elvis Presley, un tuo ammiratore e mi propongo come agente speciale aggiunto sotto copertura per l’Ufficio Anti-Narcotici". Voleva infiltrarsi come spia tra gli hippies, tra cui era certo che si nascondessero pericolosi emissari comunisti, e dare il suo contributo alla guerra alla droga. Durante l’incontro regalò al presidente una Colt 45, con tutti i proiettili. Gli fu spiegato che non poteva portarla nello Studio Ovale.

Quell’incontro, rimasto storico, è stato anche narrato (e parodiato) dal film del 2016 di Liza Johnson Elvis & Nixon. Due uomini soli contro tutti, che simpatizzano scagliandosi contro i figli dei fiori. Un istante fuori dal mondo e dai loro pesantissimi guai.