Kabul, 29 settembre 2021 - Nella capitale afgana c'è un luna park molto famoso in pieno centro, il City Amusement Park: sorge sulla riva a nord del Kabul river, il fiume che attraversa l'interà città. Le attrazioni sono tante: c'è una bella ruota panoramica, giostre di varie forme e dimensioni e la possibilità di fare un giro in barca lungo in canale. Le famiglie e gli innamorati di Kabul ci si davano appuntamento dal novembre del 2014, l'anno in cui è stato aperto. Oggi, invece, i visitatori erano altri. Un folto gruppo di combattenti talebani con barba, turbanti e gli immancabili kalashnikov si sono concessi, come mostrano le immagini di un video diffuso dalle agenzie stampa, qualche ora di libertà. Le immagini mostrano una decina di uomini che prima si divertono su una giostra a dondolo poi si rilassano, alla luce del tramonto, su imbarcazioni a forma di cigno. Una bella differenza rispetto alle brutali foto che mostravano le impiccagioni in piazza a Herat

Intanto arriva il monito del ministro della Difesa: basta selfie per Instagram, basta abbigliamento "rilassato" e basta gite 'goliardiche' in centro città. È infatti da metà agosto che i miliziani più giovani, forse meno avvezzi alla linea intransigente del passato, si lasciano andare a qualche 'leggerezza' tipica dei tempi moderni: una su tutti, i social network. Questo atteggiamento, però, non è particolarmente apprezzato dai dirigenti talebani. "Rispettate i compiti che vi sono stati assegnati - ha detto Mawlawi Mohammad Yaqoob in una dichiarazione riportata dal Wall Street Journal - state danneggiando il vostro status, che è stato raggiunto con il sangue dei martiri". Ultimamente, i giovani combattenti hanno abbracciato la moda di scattarsi fotografie con i comandanti talebani, appena li incontrano in strada, e condividerle su Internet: una "mania" che, secondo il ministro, rischia di fornire informazioni sulle attività governative. Insomma, i giovani miliziani vorrebbero ritrarsi insieme ai loro idoli, i capi, ma così facendo rischiano di rovinare i piani strategici degli stessi. un cortocircuito quantomeno curioso.

La Kabul reale è alla fame

E preoccupa la situazione in cui versa la popolazione. Oltre al problema della condizione femminile, ad allertare la comunità internazionale è l'emergenza alimentare che ha colpito la capitale, e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. Fabrizio Cesaretti, vicedirettore della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e capo del programma di resilienza in Afghanistan, rende noti gli ultimi dati del World Food Programme: "Già ad aprile 2021 un afghano su 3 si trova in una situazione di crisi o di emergenza in termini di sicurezza alimentare". Cesaretti spiega, inoltre, che le cause della crisi vanno indietro di decenni e si sono aggravate a partire dal 2018, quando è arrivata la siccità dovuta a la Nina: l'oscillazione delle temperature dell'Oceano Pacifico che influenza il clima dell'intero pianeta e provoca piogge torrenziali nel Paese. Il numero di profughi afgani era molto alto già prima del ritorno dei talebani, 300mila solo nel biennio 2017/2018, e adesso le cifre sono ancora più incerte. "Il problema ulteriore - spiega infine il vicedirettore della Fao -  è la mancanza di liquidità di denaro. Da mesi i dipendenti pubblici non vengono pagati, le persone non riescono a prelevare più di 200 dollari a settimana in valuta locale. Tutti i trasferimenti di denaro sono bloccati: al momento non riusciamo nemmeno a dare i soldi ai beneficiari".

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