Roma, 27 settembre 2021 - I barbieri di svariate province del'Afghanistan e di Kabul non potranno più radere o tagliere le barbe dei loro clienti. È l'ultima regola imposta dal governo talebano, che spiega: "Chi lo fa, viola la nostra interpretazione della legge islamica e sarà punito". Le reazioni sono state diverse. "Uno dei talebani mi ha detto che potrebbero mandare ispettori sotto copertura", ha raccontato un parrucchiere per uomo alla BBC, e ancora il gestore di uno dei saloni più importanti della capitale ha detto di essere stato intimato di "smettere di seguire lo stile americano". Altri, sempre alla BBC, dicono di non aver ancora ricevuto ordini formali, ma che la regola è di fatto applicata: "I clienti - ha commentato un barbiere di Herat - non si tagliano le barbe per non essere presi di mira dai miliziani per strada".

Sta tornando la Sharia. Tre giorni fa, un altro annuncio: i ladri saranno puniti con l'amputazione degli arti. Il mullah Nooruddin Turabi, attuale ministro del sistema carcerario - vent'anni fa era stato ministro della giustizia e capo del ministero per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio - ha precisato che si tratta di una misura "necessaria per la sicurezza", in passato utilizzata come deterrente, e ha avvertito che l'Occidente non deve "immischiarsi negli affari interni del Paese". Nel precedente governo talebano, i semplici ladri subivano l'amputazione di una mano, mentre per il reato di rapina in autostrada venivano amputati una mano e un piede.

Ritiro dall'assemblea generale Onu

Nel frattempo, la portavoce dell'assemblea generale Onu, Monica Grayley, ha confermato il ritiro dell' Afghanistan dal dibattito della giornata conclusiva dei lavori. Sarebbe dovuto intervenire l'ambasciatore Ghulam Issaczai, che era stato nominato dall'ex presidete Ashraf Ghani: il governo talebano sta tentando di sostituirlo con un nuovo rappresentanteSuhail Shaheen. Anche il nuovo ministro degli Esteri, Amir Khan Muttaqi, ha chiesto di intervenire all'assemblea, segno che il governo talebano vuole prendere ufficialmente posto al tavolo delle Nazioni Unite. 

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Giornalisti deurbati dell'identità

A seguito della conquista di Kabul da parte dei talebani, alcuni cittadini afgani sarebbero riusciti a evacuare utilizzando documenti con nomi di reporter e operatori delle telecomunicazioni. È un gruppo di giornalisti a denunciare l'accaduto: l'emittente Tolo News afferma che gli impiegati di alcune realtà e i loro familiari sono stati fatti uscire dal Paese sotto falso nome. I giornalisti, che nel frattempo sono bloccati dentro i confini dell'Afghanistan, chiedono che sia aperta un'inchista: sarebbero le stesse istituzioni a rilasciare documenti e tesserini falsi per far andare via le persone gratuitamente. Alcune indagini sarebbero già in corso, secondo quanto dichiarato dal vicedirettore della Federazione dei giornalisti, Hujatullah Mujaddadi.

La situazione dei media afgani non è, in ogni caso, delle migliori: 153 testate d'informazione sarebbero state chiuse dallo scorso 15 agosto, quando i talebani hanno ripreso il potere, e molte donne che prima lavoravano nel settore sono in difficoltà. ''La maggior parte dei loro ha perso il loro lavoro - ha affermato la giornalista Farjunda Mohibi - e ora si trovano a dover affrontare gravi problemi finanziari''.