Roma, 24 settembre 2021 - Ennessimo passo indietro a Kabul sul fronte dei diritti umani. Uno dei fondatori del movimento talebano, ha annunciato che riprenderanno in Afghanistan le amputazioni di arti come punizione per chi ruba: "E' necessario per la sicurezza", ha spiegato il mullah Nooruddin Turabi, anche se - ha aggiunto- le esecuzioni delle condanne probabilmente non verranno tenute in pubblico, negli stadi o nelle piazze. 

L'anziano mullah, che ha un solo occhio e una sola gamba, ha anche criticato l'indignazione occidentale per la rigida interpretazione della sharia da parte del precedente regime. "Tutti ci hanno criticato per le punizioni allo stadio, ma non abbiamo mai detto nulla sulle loro leggi e sulle loro punizioni. Nessuno ci dirà quali dovranno essere le nostre leggi. Seguiremo l'Islam e costruiremo le nostre leggi sul Corano", ha sottolineato in un'intervista all'Associated Press. Turabi, che ha circa una sessantina d'anni, nel precedente regime era stato ministro della Giustizia e capo del cosiddetto ministero per la propaganda della virtù e la prevenzione del vizio.

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