Martedì 23 Luglio 2024
FRUZSINA SZIKSZAI
Esteri

Spagna, come le elezioni amministrative hanno cambiato la mappa politica. Sánchez si dimette

Socialisti sconfitti in quasi tutte le regioni chiave, grande trionfo per il Partito Popolare di centrodestra. Si andrà al voto anticipato il 23 luglio, poco dopo l'inizio del semestre spagnolo di presidenza Ue

Madrid, 29 maggio 2023 – Valanga blu in Spagna: dopo la vittoria schiacciante della destra alle elezioni amministrative, il premier Pedro Sánchez annuncia le elezioni anticipate per il prossimo 23 luglio. Solo 3 delle 12 regioni in cui i cittadini sono stati chiamati a votare rimarranno sotto il controllo del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe). Tutte le altre andranno, quasi certamente, ai conservatori del Partito Popolare di Alberto Núñez Feijóo, grazie a coalizioni o accordi di sostegno informali con il partito di estrema destra Vox. "È necessario che il popolo spagnolo chiarisca le politiche che devono essere attuate e le forze che devono attuarle. La cosa migliore è che gli spagnoli prendano la parola per definire il percorso politico del paese", ha affermato il leader del Psoe e attuale primo ministro Sánchez in una dichiarazione rilasciata da La Moncloa.

Il premier spagnolo Pedro Sànchez (Ansa)
Il premier spagnolo Pedro Sànchez (Ansa)

La nuova mappa politica della Spagna

Questo fine settimana si votava in alcune importanti regioni e grandi città come Madrid, Barcellona, Valencia e Siviglia. Il centrodestra si è imposto quasi ovunque, anche in aree storicamente dei socialisti. Il Psoe, in realtà, avrà perso complessivamente una percentuale di voti limitata rispetto alle ultime elezioni (-1,2%), ma questa perdita, unita a quella degli altri partiti di sinistra e alla crescita della destra, ha portato alla sconfitta in quasi tutte le regioni chiave. Il partito al governo è riuscito a mantenere la maggioranza solo in Castilla-La Mancha, nelle Asturie e in Navarra, mentre il Partito Popolare ha portato a casa l’Aragona, le Baleari, la Cantabria, La Rjoia, l’Extremadura e la comunità di Valencia. Rimangono in bilico le Canarie, dove la vittoria dipenderà da accordi con il partito autonomista.

Per quanto riguarda le grandi città, i socialisti hanno perso Siviglia, Palma di Maiorca, Valladolid e Valencia. Sconfitta pesante anche a Madrid, dove la sinistra fatica da anni, con l’opposizione che ha ottenuto la maggioranza assoluta sia a livello cittadino che regionale. A discostarsi dalla tendenza generale è solo Barcellona, dove ha vinto un candidato del partito indipendentista.

“La mappa cambia completamente e questo sarà una spinta per Alberto Núñez Feijóo”, ha spiegato all’agenzia Reuters Ignacio Jurado, professore di scienza politica all’Università Carlos III. “Il blocco di destra si espande. Non in modo drammatico, ma è sufficiente per spostare il centro di gravità politico da sinistra a destra”, ha aggiunto.

La presidenza Ue spezzata dalle elezioni

La decisione di anticipare le elezioni politiche, previste originariamente per dicembre 2023, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. “Anche se il voto di ieri era regionale e locale, il significato del risultato va oltre – ha spiegato Sánchez – e come primo ministro e segretario generale del Partito Socialista, lo assumo in prima persona”. I cittadini saranno chiamati a votare il 23 luglio, quando sarà iniziato da poco il semestre spagnolo di presidenza dell’Unione europea. Ai socialisti, quindi, rimangono pochi mesi per invertire la tendenza e per evitare che l’estrema destra di Vox faccia il suo ingresso nel governo nazionale. Secondo gli ultimi sondaggi disponibili di Politico, il Partito Popolare gode di un consenso del 31% dell’elettorato, il Psoe del 25%, mentre il Vox si afferma come terza forza con il 14%. In ultima analisi, i risultati delle elezioni amministrative hanno mostrato il ritorno del sistema bipartitico dominato dal Psoe e dal Pp, dopo un decennio di maggiore coinvolgimento anche di partiti più piccoli come Podemos e Ciudadanos.