Rifiuta di arruolarsi: un mese di carcere all’attivista israeliano

Tal Mitnick ha 18 anni, si è schierato contro la guerra e non ha paura di pagarne il prezzo

Roma, 28 dicembre 2023 – Ha 18 anni, è un israeliano contro la guerra e non ha paura di pagarne il prezzo. Tal Mitnick ha il viso ancora da adolescente, ma con una volontà di ferro e ideali inscalfibili. Fra questi, c’è il sogno che israeliani e palestinesi possano convivere in pace. Così, settimane fa, alla chiamata dell’esercito per essere messo nelle liste dei giovani da arruolare nell’Idf, le forze di sicurezza israeliane, ha risposto con un fermo "No, grazie". Non ha cambiato idea nemmeno davanti al tribunale di Tel Hashomer, una base non lontano dalla Striscia di Gaza, dove è avvenuto il suo processo, che si è concluso due giorni fa come prevedevano in molti, ossia con una condanna a un mese di carcere.

L'attivista Tal Mitnick
L'attivista Tal Mitnick

Tal è un attivista del Mesavort, un network con sede a Tel Aviv che aiuta tutti quelli che vogliono avvalersi dell’obiezione di coscienza. Il suo caso sta avendo molta eco dentro e fuori Israele, perché prima di entrare in carcere, ieri, in un video postato sui social ha voluto spiegare cosa lo spingeva a preferire la prigione alla guerra. Il giovane ha iniziato dicendo che la sua terra "ha un problema" e che il suo popolo "non può cancellare il popolo palestinese e il suo legame con la regione". "La violenza – ha detto il giovane – non può risolvere la situazione, né quella di Israele, né quella di Hamas. Non esiste una soluzione militare a un problema politico". "Mi rifiuto – ha continuato Mitnick – di pensare che la violenza porterà sicurezza. Mi rifiuto di prendere parte a una guerra di vendetta. Nel mondo pieno di interessi corrotti in cui viviamo, guerra e violenza sono un altro modo per aumentare il potere dei governi e silenziare il dissenso".

L’obiezione di coscienza è solitamente un fenomeno molto raro in Israele. Al contrario, dopo il 7 ottobre, sono state a decine gli israeliani residenti all’estero che hanno fatto rientro nel loro Paese per difenderlo. Anche per questo, l’iniziativa di Mitnick ha suscitato tanto clamore. L’associazione in cui milita, Mesavort, significa "noi rifiutiamo". Il no è riferimento in primo luogo all’occupazione della Palestina, ma subito dopo arriva il rifiuto di prestare il servizio militare in un Paese dove l’esercito è da sempre il simbolo dello Stato.