La deputata Rosella Muroni di Leu blocca la partenza del bus (foto Dire)
La deputata Rosella Muroni di Leu blocca la partenza del bus (foto Dire)

Roma, 23 gennaio 2019 - Continuano le tensioni in Europa sui migranti. Lo scontro, di cui l'Italia è protagonista, si è spostato sulla missione Sophia, dopo che i media tedeschi ieri sera hanno rilanciato la notizia dell'uscita della Germania dal progetto. Berlino oggi chiarisce che continua a sostenere la missione, ma sottolinea che negli ultimi mesi "non ha più svolto i compiti previsti dal mandato originario". Un avvertimento chiaro, seppur con un'apertura a Salvini sulla modifica delle regole sulla redistribuzione dei profughi. La tensione comunque è palpabile, tanto che fonti vicine all'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, fanno sapere che l'Unione europea è pronta a terminare la missione che dall'aprile del 2015 ha coinvolto le navi dei Paesi Ue, come la Germania, nelle operazioni di salvataggio al largo della Libia. "Se oggi l'Italia, che ha il comando e il quartier generale dell'operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla", filtra. Quindi è il commissario Ue alla Migrazione in persona, Dimitri Avramopoulos, a ufficializzare il concetto. "Se l'Italia vuole interrompere Sophia, può prendere questa decisione", dice. Sottolineando però che si tratta di "un'operazione di successo e dovrebbe proseguire".

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SALVINI SU SOPHIA - Stamattina, a Radio Anch'io, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha usato toni minacciosi nei confronti del piano. "Sophia ha come ragione di vita che tutti gli immigrati soccorsi vengano fatti sbarcare solo in Italia - ha detto il vicepremier -. Accordo geniale sottoscritto dal Governo Renzi, non so in cambio di cosa. O cambiano le regole o finisce la missione".

Quindi in conferenza al Viminale, rincara la dose. "Se qualcuno si sfila per noi non è un problema", assicura. "Qual e' l'interesse nazionale dell'Italia a pagare? Se qualcuno ritiene di far venire meno questa missione ce ne faremo una ragione, è cosa buona e giusta", aggiunge.

Ce n'è anche per Federica Mogherini. "La sinistra italiana è riuscita a farsi rappresentare da qualcuno che un quarto d`ora dopo che è stata eletta ha dimenticato di essere italiana", accusa il ministro dell'Interno.  "Andate a chiedere all'altro Matteo (Renzi, ndr) -  spiega - quale è stato il senso di questa nomina che all'Italia e a 500 milioni di europei non ha portato nessun riscontro concreto".

"Contatti trafficanti-Ong"

Salvini torna poi sulle Ong e sui presunti affari con i trafficanti di migranti. "Ci sono evidenze di contatti telefonici tra alcune persone a bordo delle navi delle Ong e alcuni trafficanti a terra", dice il vicepremier, lasciando intendere che non si tratta di elementi già emersi in precedenti indagini. "Gireremo le informazioni all'autorità giudiziaria - ha infatti aggiunto - sono temi che riguarderanno l'autorità giudiziaria, non il ministro dell'Interno".

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GERMANIA E SOPHIA  - Oggi l'ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell'operazione Eunavfor Med precisa che i tedeschi "non si ritirano dall'operazione". Ma conferma che la nave che doveva arrivare il 6 febbraio "rimarrà in Germania pronta a muovere in due settimane", in attesa "che si chiarisca la situazione dei porti di sbarco e il futuro dell'operazione". Un ritardo che, riconosce Credendino, non è dovuto a motivi tecnici come fatto filtrare questa notte. L'ammiraglio, a precisa domanda, risponde che "senza le navi militari aumenta il rischio che arrivino non solo i migranti, ma qualcos'altro sul territorio europeo".

Dal canto suo Berlino, chiarendo di voler restare dentro Sophia (ad alcune condizioni), spiega di aver "sempre trovato legittima" la posizione di chi chiede una migliore distribuzione dei profughi, in relazione alla "richiesta di solidarietà europea". Un'apertura, quindi, nei confronti di Salvini che chiedeva di cambiare le regole di Sophia.  La Germania, intanto, è pronta a inviare nuovamente le sue navi "se ci saranno le condizioni per ripristinare il compito principale della missione e cioè il contrasto ai trafficanti di uomini".

CARA CASTELNUOVO - Nel frattempo, sono ripresi trasferimenti dal Cara di Castelnuovo di Porto, il centro di accoglienza in provincia di Roma chiuso dal governo. E già in mattinata si registrano le prime tensioni. Rossella Muroni, deputata di Leu, ha bloccato l'uscita di un pullman con i migranti che stavano lasciando il centro. Il mezzo, a quanto si apprende, è stato costretto a rientrare.  Il gesto simbolico è stato accolto con un applauso da un gruppo di persone presenti fuori dalla struttura. Dopo l'episodio, la situazione è tornata alla normalità. Sono in 75 i migranti saliti su tre diversi pullman della Prefettura che hanno lasciato oggi il Cara. Sono diretti in centri nelle Marche e o in Molise.

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A proposito della chiusura del Cara, Salvini è irremovibile. "Abbiamo fatto oggi quello che farebbe qualunque buon padre di famiglia. A Castelnuovo c'era il secondo più grande centro di migranti, era arrivato ad accogliere più di 1.000 persone. Lo stato pagava 1 milione di affitto all'anno più 5 milioni per la gestione. Quindi essendosi dimezzati gli immigrati ospiti di quel centro e liberati altri posti nel Lazio, è giusto chiudere, risparmiare quelle risorse, liberando quella enorme struttura. Tutti gli ospiti che erano dentro con diritto saranno ospitati in altre strutture".

Respinte al mittente le critiche e le parole forti volate in questi giorni. "Mi date del nazista? Fate un torto a chi ne fu vittima", dice Salvini. "Non ci sono deportazioni - aggiunge -. In questi giorni si ricorderà quello che accadde veramente di drammatico in passato". E precisa: "Noi stiamo chiedendo il rispetto delle regole: diritti e doveri". Il vicepremier tira dritto, confermando l'impegno a chiudere le grandi strutture dell'accoglienza, "dove ci sono sprechi e reati, come a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo". 

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