Martedì 16 Aprile 2024

Disastro nel Mar Rosso: 30 chilometri di marea nera dopo l’attacco Houthi alla nave britannica

Il raid sulla Rubymar sta causando il rilascio di una grande quantità di carburante. Il tutto è destinato a peggiorare se la nave perdesse le tonnellate di prodotti chimici contenute nella stiva

Sana’a, 24 febbraio 2024 – Quasi trenta chilometri di marea nera nel mar Rosso: le forze armate statunitensi hanno riferito che i ribelli Houthi dello Yemen hanno attaccato una nave mercantile di proprietà britannica, ma battente bandiera del Belize, causando il rilascio nell’acqua di una grande quantità di carburante. La Rubymar – questo il nome dell’imbarcazione – è stata attaccata il 18 febbraio, subendo danni significativi. “È ancorata, ma imbarca lentamente acqua”, ha specificato il Comando centrale degli Stati Uniti.

La Rubymar e il carburante che sta rilasciando nel mar Rosso (sito U.S. Central Command)
La Rubymar e il carburante che sta rilasciando nel mar Rosso (sito U.S. Central Command)

I militari di Washington hanno fatto sapere che il mercantile stava trasportando oltre 41 mila tonnellate di fertilizzanti, che qualora si riversassero nel mar Rosso peggiorerebbero il “disastro ambientale” rappresentato dalla chiazza di petrolio.

Il Comando statunitense ha anche dichiarato di aver lanciato diversi “attacchi difensivi” verso le postazioni dei ribelli yemeniti, distruggendo sette missili pronti per essere utilizzati nel mar Rosso. Lo fa sapere Al-Jazeera

Nel dicembre 2023, in sostegno ad Hamas, i miliziani Houthi hanno incominciato a compiere attacchi aerei verso la città costiera israeliana di Eilat e contro le imbarcazioni commerciali dei paesi occidentali che attraversano il mar Rosso. Una risoluzione Onu ha condannato “con la massima fermezza” i raid del gruppo ribelle yemenita sostenuto dall’Iran. 

Nati negli anni Novanta, gli Houthi vogliono promuovere la riaffermazione dello Zaydismo, una branca dell’Islam sciita tipicamente yemenita. Nei primi anni Duemila hanno dato inizio a una serie di violente manifestazioni nel Paese, riuscendo poi a prendere il controllo di diverse regioni – tra cui quelle costiere – dal 2011 in poi. 

A detta del Comando, gli Houthi mostrano “indifferenza per l’impatto regionale delle loro azioni, compiendo attacchi indiscriminati che minacciano l’industria della pesca, le comunità costiere e le importazioni di forniture alimentari”. 

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