Altri 50 miliardi dall’Ue a Kiev: la mediazione italiana, il bilancio, la minaccia, la svolta

Prima la telefonata poi l’incontro di Meloni con il collega di Budapest: l’Ucraina avrà 33 miliardi di prestiti e 17 di sovvenzioni a fondo perduto. Il partito del premier ungherese entrerà nel gruppo dei Conservatori

Bruxelles, 2 febbraio 2024 – Doveva essere un vertice carico di tensioni e caratterizzato da una trattativa estenuante, un tutti contro uno destinato ad alimentare le tensioni in Europa.

La svolta

Invece, per una volta tanto, Bruxelles saluta con soddisfazione l’intesa sulla revisione del bilancio, dove il passaggio più critico era il pacchetto da 50 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina, composto per la precisione da 33 miliardi di prestiti e 17 di sovvenzioni a fondo perduto e dove si attendeva una resistenza decisa da parte del premier ungherese, Viktor Orban, che nelle scorse settimane aveva minacciato di porre il veto sulla misura, necessaria per permettere il funzionamento di un Paese fiaccato dalla guerra logorante contro la Russia.

Il premier ungherese Victor Orban
Il premier ungherese Victor Orban

Le richieste di Orban

Il premier, in particolare, aveva chiesto che il denaro per Kiev venisse finanziato con fondi distinti da quelli destinati al bilancio europeo. Una mossa che avrebbe consentito un margine di azione molto più limitato da parte di Bruxelles, intorno a 20 miliardi.

L’incontro decisivo

Fonti provenienti da Bruxelles hanno rivelato che il premier ungherese, Viktor Orban, mercoledì sera ha avuto un primo incontro con la premier italiana Giorgia Meloni, che ha sentito anche ieri mattina e che sarebbe stata determinante nel convincere il numero uno di Budapest a ricondursi a più miti consigli. E in serata Orban ha annunciato che a breve il suo partito Fidesz entrerà nel gruppo Ecr, guidato da Giorgia Meloni. "L’idea era di entrare già prima, ma a questo punto lo faremo dopo le elezioni. Ssiamo pronti ed entreremo nei Conservatori europei".

La pressione

Poi, è stata la volta del presidente francese, Emmanuel Macron e del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel. In questo modo, ieri mattina i rappresentanti dei 27 Paesi sono arrivati al tavolo del Consiglio Europeo con l’accordo praticamente già fatto, tanto che Michel ha potuto annunciare che l’intesa è stata trovata. "Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo da 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue – ha spiegato Michel –. Questo garantisce finanziamenti costanti, a lungo termine e prevedibili per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità nel sostenere l’Ucraina. Sappiamo qual è la posta in gioco". E il presidente francese ha assicurato: "L’Ungheria non ha ricevuto alcun regalo per il sostegno agli aiuti da 50 miliardi di euro dell’Ue all’Ucraina. Orban ha solo ricevuto assicurazioni che il suo Paese sarebbe stato trattato equamente dalla Ue".

Il bilancio

Un risultato importante alla vigilia di una campagna elettorale per il rinnovo del parlamento di Strasburgo e una buona notizia per Bruxelles. Ma non solo. Kiev tira un sospiro di sollievo e anche a Budapest hanno solo motivi per essere contenti. Votare contro il pacchetto di aiuti all’Ucraina, all’Ungheria sarebbe potuto costare caro. Viktor Orban, prima di dire no, si è fatto due conti in tasca e ha capito che non gli conveniva per niente, pena il non potersi più vantare del suoi successi economici davanti al suo stesso elettorato. Il suo Paese avrebbe rischiato di non percepire più quei fondi europei che contribuisce assai poco a finanziare e che gli permettono invece di prosperare.

La minaccia

Fonti di stampa inglesi avevano rivelato che, in caso di rifiuto da parte di Budapest della revisione del bilancio Ue, Bruxelles era pronta a congelare fondi per oltre 28 miliardi di euro, ripartiti fra il Piano di ripresa e resilienza, i fondi per la politica di coesione e quelli per gli affari interni.