Julian Assange sul balcone dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra (Ansa)
Julian Assange sul balcone dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra (Ansa)

Washington, 23 maggio 2019 - Dagli Usa affondo a Julian Assange. Il fondatore di Wikileaks è stato incriminato con ben 17 capi d'accusa sulla base dell'Espionage Act per avere cospirato per ottenere e pubblicato nel 2010 documenti diplomatici e militari top secret.
Si tratta di quei documenti che furono trafugati dall'ex analista dell'intelligence Usa Chelsea Manning e passati all'organizzazione di Assange mettendo in grave imbarazzo l'amministrazione americana e per i quali ora Assange rischia fino a 170 anni di carcere.

Le nuove accuse rappresentano una clamorosa svolta che va ben al di là del suo caso. "Una minaccia contro tutti i giornalisti" le ha definite il legale di Assange subito dopo l'incriminazione. A detta di molti osservatori, infatti, l'azione senza precedenti contro Assange lascia presagire una severa stretta da parte dell'amministrazione sulla fuga di notizie e suona come una sfida di Donald Trump al primo emendamento della Costituzione americana, quello che protegge la libertà di stampa e i giornalisti.

Non è una novità che The Donald lanci un'offensiva contro il mondo dei media, definiti più volte "nemici del popolo" che diffondini 'fake news'. Secondo il Dipartimento di Giustizia Usa "le azioni di Assange hanno messo seriamente a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e portato benefici ai nostri avversari". In più "Assange, Wikileaks e Manning hanno condiviso l'obiettivo comune di sabotare le restrizioni di legge che riguardano le informazioni riservate". In particolare, la decisione di Assange di pubblicare i nomi di cittadini afgani e iracheni, giornalisti e leader religiosi che fornivano informazioni alle forze americane, ha esposto queste persone "a gravi rischi". 

Ora il fondatore di Wikileaks potrebbe essere condannato a dieci anni di carcere per ogni capo di accusa, mentre resta in attesa di sapere se dopo il suo arresto a Londra l'11 aprile scorso sarà estradato negli Usa. E anche la Svezia attende una risposta alla sua domanda di estradizione dal Regno Unito, con Stoccolma che vuole perseguire il fondatore di Wikileaks per un caso di stupro.