Venerdì 21 Giugno 2024

Giappone, incriminato l'attentatore dell'ex premier Abe. Cosa dice la perizia psichiatrica

Yamagami uccise Abe con colpi di arma da fuoco l'8 luglio scorso. Venne subito arrestato e disse di nutrire risentimento nei confronti della Chiesa dell'Unificazione

Tokyo, 13 gennaio 2023 - È stato incriminato dalle autorità giapponesi l'uomo che lo scorso luglio uccise a colpi di arma da fuoco l'ex premier, Shinzo Abe, durante un comizio elettorale nella città di Nara. Secondo quanto riportano i media locali, il 42enne Tetsuya Yamagami, in seguito a una perizia psichiatrica durata sei mesi, è stato giudicato capace di intendere e di volere e sarà dunque presente in aula per sostenere un processo e rispondere alle domande sui motivi che hanno condotto al gesto che ha sconvolto il Paese.

L'uomo era stato arrestato l'8 luglio, subito dopo aver compiuto l'omicidio, e il periodo di detenzione di sarebbe scaduto il prossimo martedì. Durante gli interrogatori, l'ex membro delle Forze marittime di Autodifesa ha ammesso di aver assemblato autonomamente l'arma usata per l'uccisione, e ha raccontato agli inquirenti la dinamica del delitto.

La foto dell'ex premier, durante i funerali di stato (Ansa)
La foto dell'ex premier, durante i funerali di stato (Ansa)

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Yamagami ha detto di nutrire risentimento nei confronti della Chiesa dell'Unificazione, un'organizzazione religiosa con diversi milioni di seguaci tra Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, alla quale apparteneva anche la madre dell'uomo, e le cui ingenti donazioni, pari a 100 milioni di yen (720.000 euro), avevano causato seri problemi economici alla famiglia. L'uomo aveva preso di mira Abe nella convinzione che l'ex primo ministro fosse legato direttamente al gruppo, riferiscono le fonti investigative.

Nel corso dei mesi la vicenda ha messo in luce gli stretti legami tra diversi politici giapponesi e l'ente religioso, spingendo il Partito liberal democratico al governo a esaminare la legittimità dei rapporti con l'organizzazione. Abe è stato il primo ministro rimasto più a lungo in carica in Giappone, con i suoi otto anni e otto mesi distribuiti su due mandati, tra la fine del 2006 e il settembre 2020.