L'ex ambasciatore della Corea del Nord Jo Song Gil (Ansa)
L'ex ambasciatore della Corea del Nord Jo Song Gil (Ansa)

Roma, 22 febbraio 2019 - "Nessun rapimento". La figlia 17enne di Jo Song Gil, ex ambasciatore della Corea del Nord a Roma, è voluta rientrare in patria perché si è sentita "abbandonata'' dai genitori che "odiava". È quanto afferma la versione ufficiale di Pyongyang, esposta - come si apprende - in una lettera inviata dal primo consigliere dell'ambasciata della Corea del Nord, Kim Chon, al presidente della Unione Interparlamentare Italia-Nord Corea, l'onorevole Osvaldo Napoli. 

LA RICOSTRUZIONE DI PYONGYANG - L'ex ambasciatore Jo Song Gil "ha lasciato l'ambasciata la sera del 10 novembre del 2018, dopo un litigio familiare con la moglie Ri Kwan Sun relativo ai disturbi mentali che affliggono la figlia Jo Yu Jong. Con la moglie, la mattina del 11 novembre si è allontanato dalla sede dell'ambasciata, dove risiedeva con la famiglia, senza più tornarci e facendo perdere le proprie tracce". Secondo Pyongyang, la coppia non avrebbe avuto "alcun motivo politico" per fuggire.

In ambasciata è rimasta la figlia, che avrebbe manifestato risentimento nei confronti dei genitori "che l'avevano abbandonata". La ragazza, "che a casa soffriva di solitudine", ha espresso il desiderio di far ritorno in patria "dove l'attendevano i nonni". Come afferma la lettera, la giovanissima "è stata accompagnata da personale femminile" e non c'è stato "nessun rapimento". La ragazza era "felice di rientrare". Ora "sta bene", anche se sottoposta "a cure mediche".

FASCICOLO - Intanto un fascicolo senza indagati o ipotesi di reato è stato avviato oggi in Procura a Roma. All'attenzione del procuratore aggiunto Francesco Caporale è arrivata un'informativa della Digos in cui si ricostruisce la vicenda citando articoli di stampa. La storia della ragazza era stata resa nota da un dissidente del regime di Kim Jong Un nel corso di una conferenza stampa alcuni giorni fa. Gli inquirenti acquisiranno i filmati delle telecamere della zona dove la ragazzina abitava per cercare di individuare elementi utili alle indagini. All'attenzione degli investigatori anche le immagini dell'aeroporto di Fiumicino che il 14 novembre scorso mostrano il momento in cui la minorenne viene accompagna da due soggetti verso l'aereo che l'ha riportata in Corea.