Resuscitare il dodo, il progetto dei genetisti Usa: “Così possiamo far tornare in vita l’uccello estinto di Mauritius”

Con la manipolazione genetica gli scienziati puntano a riprodurre i gameti della specie scomparsa a fine del 1.600. La partnership con gli ambientalisti mauriziani: “Un impulso a salvare l’intero ecosistema”

Una ricostruzione digitale del dodo, l'uccello che non sapeva volare
Una ricostruzione digitale del dodo, l'uccello che non sapeva volare

New York, 1 dicembre 2023 –  C’era una volta l’uccello che non sapeva volare. Secoli dopo la sua scomparsa il dodo potrebbe tornare a popolare il suo habitat naturale, a Mauritius. Il progetto di ‘de-estinzione’ dello storico pennuto è concreto: secondo quanto scrive la CNN, la società statunitense di biotecnologia e ingegneria genetica Colossal Biosciences avrebbe stretto una partnership con l’associazione ambientalista Mauritian Wildlife Foundation con l’obiettivo di ‘resuscitare’ il mitico (ma non mitologico) animale. 

Perché si è estinto 

Il dodo (il termine scientifico è Raphus cucullatus), era un uccello incapace di prendere il volo. Alto in media un metro poteva pesare fino a 17 chili. Sappiamo com’era fatto grazie a resti fossili e soprattutto ai dipinti dell’epoca. Ma perché si è estinto?

Alla sua scomparsa, datata nella seconda metà del XVII secolo – era il 1662 quando fu avvistato l’ultimo esemplare – hanno contribuito vari fattori. Ma il ruolo dell’uomo è indubbio. Evolutosi in assenza di predatori, il dodo era facilmente cacciato dai marinari. Ma l’estinzione sarebbe dovuta soprattutto all’introduzione di altre specie animali, aliene per Mauritius. Parliamo di animali domestici come maiali, gatti, ratti che insieme macachi avrebbero fatto razzia dei nidi di dodo. 

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Come ‘resuscitarlo’

 La Colossal, nota anche per il progetto di ‘de-estinzione’ del Mammut, aveva già annunciato l’intenzione di riportare in vita l’uccello a inizio 2023. “Non si sa quando sarà in grado di farlo – scrive la CNN – ma sono stati rivelati nuovi dettagli sul modo in cui si tenterà di resuscitarlo”. L’azienda di biotecnologie è riuscita a sequenziare l’intero genoma del solitario, parente dell'isola Rodrigues, isola vicina a Mauritius, anch’esso estinto, e del colombo delle Nicobare, uccello tra i viventi più prossimo del dodo, che abita le isole del sud-est asiatico.

L’ultima scoperta dei ricercatori è che le cellule germinali (precursori dei gameti) del colombo Nicobare possono crescere con successo in un embrione di pollo. Non è ancora chiaro se possano evolversi in spermatozoi e ovuli ma l’obiettivo è quello. 

Una manipolazione genetica del genere è già avvenuta con successo quando gli scienziati hanno introdotto le PGC (cellule germinali primordiali) di pollo in un embrione di anatra, producendo un animale ibrido: un anatra adulta con sperma di gallo. “Accoppiandosi con una gallina l’anatra ha dato la luce a un pulcino”, si legge nell’articolo della CNN a firma di Tom Page

Con dodo si potrebbe seguire una strategia analoga. Naturalmente prima i ricercatori devono stabilire in cosa il Dna del dodo differisca da quello del colombo delle Nicobare. "L'idea di Colossal è valida – commenta Julian Hume, paleontologo del London’s Natural History Museum, citato dall’articolo, studioso di dodi. Ma anche se fosse possibile ricreare una specie dal DNA in questione “essa potrebbe risultare solo in una creatura simile al dodo. Ci vorranno poi anni di allevamento selettivo per trasformare un piccolo piccione in un grande uccello incapace di volare”. 

"Fisicamente, il nuovo dodo non sarà distinguibile da ciò che sappiamo del suo aspetto", ha detto Matt James, dirigente di Colossal. James non ha voluto ipotizzare una data per la realizzazione del primo embrione. Ma ha affermato che il progetto è uno “straordinario motore di innovazione per la genetica aviaria, la genomica e la biologia cellulare”, dal momento che “la maggior parte delle tecnologie che utilizziamo per la clonazione dei mammiferi non esiste oggi negli uccelli". 

Perché riprodurre un uccello scomparso

Mentre i genetisti sono al lavoro Mauritian Wildlife Foundation dovrà occuparsi di trovare l’habitat adatto alla ripopolazione, che sia tutelato dall’uomo e da predatori pericolosi per il dodo. 

Ma la domanda è: perché riprodurre un uccello estinto ? Il ritorno del dodo “ci dà l'opportunità di creare 'ottimismo per la conservazione', che si spera ispiri le persone in tutto il mondo, in particolare i giovani, in un'epoca in cui il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e la politica può far sembrare le cose senza speranza”, è la risposta di Ben Lamm, CEO e co-fondatore di Colossal. Le tecniche sperimentate dal progetto Dodo potrebbero aiutare poi a recuperare altre specie di uccelli.

Secondo gli ambientalisti mauriziani, reintrodurre il dodo non può che portare vantaggi per l’ecosistema delle isole: "Secondo la nostra esperienza, quando si inizia a salvare una specie, si dà l'impulso alla protezione e al ripristino degli habitat” interi.