Depardieu accusato di abusi sessuali. Passo indietro dell’attore: restituita la Legion d’Onore

La decisione dopo il suicidio di un’attrice che l’aveva denunciato per le molestie Scontro col governo, la ministra della Cultura voleva già togliergli l’onorificenza

Gerard Depardieu

Gerard Depardieu

Parigi, 16 dicembre 2023 – Adieu Légion. La decisione di Gérard "Cyrano" Depardieu di rimettere la più alta onorificenza francese, appunto la Legion d’Onore, nelle mani della ministra della Cultura era attesa dopo che Rima Abdul-Malak, 44 anni, cattolica franco-libanese, aveva definito le parole sessiste dell’attore pronunciate in Corea del Nord e rese note da un programma televisivo d’inchiesta, "choccanti, una vergogna per la Francia". Adesso sarà la Grande Cancelleria, presieduta dal generale Françoise Leincontre, a prendere una decisione definitiva che poi dovrà essere controfirmata dal presidente dell’Ordine che è poi lo stesso Emmanuel Macron.

Depardieu , 75 anni il prossimo 27 dicembre, aveva ricevuto l’onorificenza nel 1996 da Jacques Chirac per i suoi alti meriti artistici. Vincitore di due César, della Coppa Volpi e del Leone d’Oro alla carriera a Venezia, premiato a Cannes e ai Golden Globe, candidato all’Oscar, ha sempre condotto in parallelo una vita esagerata fatta soprattutto di sesso sfrenato: sedici donne lo hanno accusato di molestie, per lo stupro nel 2020 della collega Charlotte Arnould è sotto inchiesta, ma lo choc maggiore la Francia l’ha avuto mercoledì scorso quando un’altra attrice che aveva denunciato di avere subito violenze sul set a 19 anni nel 1982, Emmanuelle Debever, si è suicidata nella Senna: la sua carriera finì proprio dopo il trauma creatole da Depardieu.

La ministra Abdul-Malak ha fatto due più due sommando questo fatto – accaduto in contemporanea con la messa in onda in tv di ’Complèment d’Enquete’ - alle parole dette a Pyongyang da Depardieu riguardo alle donne e al piacere che provano montando a cavallo, rivolte sia alla sua interprete sia a una bimba di dieci anni, apostrofata con la terribile frase: "Se il cavallo va al galoppo, lei gode".

Venerdì la rappresentante del governo ha calato la scure sull’attore francese con passaporto russo concessogli da Putin: "La Legion d’Onore distingue un uomo, un artista, un atteggiamento, dei valori. Chiedo che venga intrapresa una procedura disciplinare". Depardieu – che si è sempre dichiarato innocente davanti alle accuse - l’ha anticipata. Per lui hanno parlato i legali Béatrice Greissmann Achille e Christian Saint-Palais: "La signora ministra della Cultura suona l’hallalì (grido d’attacco, ndr) partecipando alla caccia all’uomo, al linciaggio mediatico di cui è bersaglio Depardieu. Dichiarazioni brutali durante un’inchiesta: non ci sono prove inconfutabili della sua colpevolezza".