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La Corrente del Golfo si raffredda sempre più: Nord Europa verso inverni gelidi

Lo afferma una ricerca di scienziati irlandesi, britannici e tedeschi pubblicata su Nature Geoscience, e rilanciata da Ingv Ambiente

Trafalgar Square a Londra il 10 febbraio di quest'anno (Ansa)

Roma, 27 febbraio 2021 - Il Nord Europa rischia inverni gelidi, e dannose ondate di calore e di siccità d'estate, il tutto per colpa del raffreddamento della Corrente del Golfo. In Italia l'allarme lo ha lanciato Ingv Ambiente su Facebook, facendo riferimento a una ricerca di scienziati irlandesi, britannici e tedeschi pubblicata su Nature Geoscience. 

Nel post di Ingv Ambiente si legge: "La circolazione nell'Oceano Atlantico, alla base della Corrente del Golfo (il sistema meteorologico che porta un clima caldo e mite in Europa) è al suo livello più debole considerando l'ultimo millennio. Il cambiamento climatico ne è la causa più probabile".

I ricercatori hanno ricostruito la storia del flusso dell'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC) analizzando sedimenti oceanici ed estraendo carote di ghiaccio risalenti a molte centinaia di anni fa. E quanto hanno scoperto è allarmante: "Gli scienziati affermano che un ulteriore indebolimento dell'AMOC potrebbe provocare un numero maggiore di tempeste che colpiscono il Regno Unito, inverni più intensi e un aumento delle dannose ondate di calore e di siccità in tutta Europa. 

L'AMOC è uno dei più grandi sistemi di circolazione oceanica del mondo, il suo flusso trasporta l'acqua calda superficiale dal Golfo del Messico verso il nord Atlantico, dove si raffredda e diventa più salata fino a quando non affonda a nord dell'Islanda, che a sua volta attira più acqua calda dai Caraibi. 

La circolazione della Corrente del Golfo è accompagnata da venti che contribuiscono anche a portare un clima mite e umido in Irlanda, nel Regno Unito e in altre parti dell'Europa occidentale. Ma secondo i ricercatori l'AMOC si indebolirà ulteriormente se il riscaldamento globale continuerà ad aumentare: una riduzionei da circa il 34% al 45% entro la fine di questo secolo arrivando ad un "punto di non ritorno".