Domenica 19 Maggio 2024

Bielorussia: schierate decine di testate nucleari. “120mila soldati ucraini al confine, alto rischio incidenti”

Avvertimento di Lukashenko: “Alta probabilità di provocazioni armate da parte di Kiev”. Minsk sposta battaglioni nella regione di Vitebsk

Roma, 25 aprile 2024 – - "Se aggrediti, la nostra risposta ucciderà milioni di persone all’istante”. Si riaccendono improvvisamente i riflettori sulla Bielorussia nello scacchiere della guerra tra Russa e Ucraina. Il presidente Alexander Lukashenko rilascia dichiarazioni inquietanti, riprese dalla Tass, mirate a inserirsi nella strategia della tensione che vede contrapposte non solo Mosca e Kiev, ma le forze occidentali a quelle filo Putin. Il leader di Minsk rivela che al confine con la Bielorussia sarebbero ammassati 120mila soldati ucraini, motivo per cui risulterebbe “alta la probabilità di provocazioni armate” da parte di Kiev. Situazioni che che rischiano di generare una “escalation con incidenti al confine”. 

Alexander Lukashenko a colloquio con Vladimir Putin (Ansa)
Alexander Lukashenko a colloquio con Vladimir Putin (Ansa)

Lo scenario paventato è quello di un possibile attacco nei territori di Minsk. E proprio per questa eventualità Lukashenko ‘informa’ che in Bielorussia sono già state schierate “diverse decine di testate nucleari russe”.

In caso di un’azione ostile, aggiunge Lukashenko, Minsk e Mosca risponderanno immediatamente con tutti i tipi di armi. In Occidente "sanno che Dio non voglia che mettano piede sul territorio della Bielorussia, riceveranno una risposta immediata da parte nostra con tutti i tipi di armi, comprese quelle della Federazione Russa", le sue parole riferite dalla Tass.

Non manca il monito che da oltre due anni a questa parte è diventato un mantra: se la Russia dovesse utilizzare armi nucleari per rispondere alle azioni occidentali, si rischierebbe “l’apocalisse”. Minsk, riferisce ancora Lukashenko, ha spostato diversi battaglioni pronti al combattimento dalla regione di Vitebsk, situata al confine con la Russia, ai confini occidentali del paese. "Non vogliamo combattere contro nessuno. E sono convinto che non lo faremo – premette il presidente bielorusso – . I nostri avversari hanno chiaro che possiamo sferrare una risposta seria che ucciderà milioni di persone all'istante", minaccia ancora. "Sarà una nuova guerra".

Quindi, dopo aver sollevato la minaccia nucleare, Lukashenko conclude affermando che le condizioni sono “mature” per avviare i colloqui di pace tra Russia e Ucraina.

L’uscita di Minsk arriva dopo che ieri il presidente americano Joe Biden ha firmato la nuova tranche di aiuti militari a Kiev ed è emerso che gli Stati Uniti già in marzo avevano inviato all’Ucraina i missili Atacms. “Non cambieranno il conflitto, raggiungeremo i nostri obiettivi”, la replica di oggi del Cremlino

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