Bielorussia, arrivano le armi di Mosca. Lukashenko: “Ora abbiamo i missili ipersonici Iskander”

Il presidente: “E' un'arma particolarmente pericolosa. Ho firmato un decreto su come vanno usati”. La tensione nella regione è alle stelle, tra costruzioni di linee difensive dei Baltici e maxi esercitazioni Nato

Missili Iskander (foto Ansa)

Missili Iskander (foto Ansa)

Mosca, 20 gennaio 2024 - Cresce il muro: i protagonisti si armano e continuano a mostrare i muscoli. Questa volta è il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, a lanciare l’avvertimento, annunciando di aver ricevuto sistemi missilistici tattici ipersonici Iskander dalla Russia. Un’area quella del Nord Europa sempre più calda: ieri i Paesi Baltici hanno annunciato la costruzione di una linea di difesa contro la Russia, mentre lunedì partirà la maxi esercitazione Nato Steadfast Defender 2024 con 90mila uomini. Ed è di queste ore la notizia che nelle settimane scorse si sono registrati black out nei Gps in Polonia e Svezia per i quali Mosca è fortemente sospettata.

Approfondisci:

Ucraina, Zelensky invita Trump a Kiev: “Se fermi la guerra in 24 ore sei il benvenuto”

Ucraina, Zelensky invita Trump a Kiev: “Se fermi la guerra in 24 ore sei il benvenuto”

Le parole di Lukashenko

"Abbiamo ricevuto questi sistemi Iskander dai russi pagati da loro, anche se li paghiamo per altre cose. E' un'arma particolarmente pericolosa. Ho firmato un decreto su come vanno usati. Si potrà farlo solo con il consenso del presidente", ha detto Lukashenko, citato da Ria Novosti. "Dobbiamo ringraziare i russi" perché ci hanno "aiutato moltissimo l'anno scorso", ha proseguito Lukashenko in dichiarazioni rilanciate da Ukrainska Pravda.

"Le armi nucleari hanno rimesso tutti al loro posto”

"Non voglio neanche menzionare le armi nucleari, che hanno rimesso tutti al loro posto. Appena la Bielorussia ha ottenuto le armi nucleari, tutti hanno abbassato le penne - ha aggiunto -. Dio non voglia che io o un'altra generazione di politici debba mai solo pensare di usare armi nucleari. E' un'arma terribile". 

L’ipotesi nucleare

Solo pochi giorni fa, 30 anni dopo aver rinunciato all'arsenale nucleare ereditato dall'Unione Sovietica, la Bielorussia è tornata a ipotizzare l'uso dell'atomica nell'ambito di una nuova dottrina militare che rispecchia il livello di tensione raggiunto nella sfida tra Mosca e il suo alleato da una parte e la Nato dall'altro.  Anche se non è chiaro come potrà applicarsi ai soli ordigni che effettivamente Minsk possiede, cioè le armi tattiche ricevute lo scorso anno dalla Russia, sulle quali mantengono il controllo i vertici militari russi. La nuova dottrina, secondo quanto riferito dall'agenzia Ap, è stata preannunciata dal ministro della Difesa, Viktor Khrenin, in una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale, e dovrà essere approvata dall'Assemblea popolare panbielorussa, un organismo rappresentativo che opera parallelamente al Parlamento.

Messaggio alla Polonia

L'estate scorsa il presidente russo Vladimir Putin aveva deciso il trasferimento in Bielorussia di un numero imprecisato di testate nucleari tattiche. Quelle cioè da impiegare eventualmente sul campo di battaglia e con una carica minore rispetto a quelle strategiche. Secondo il segretario del Consiglio di Sicurezza bielorusso, Alexander Volfovich, tali armi dovrebbero scoraggiare in particolare una possibile aggressione delle forze di Varsavia. “Purtroppo le dichiarazioni dei nostri vicini, in particolare della Polonia, ci hanno costretto a rafforzare” la dottrina militare, ha sottolineato.