I Paesi baltici si blindano contro la minaccia russa: “Costruiremo sistemi di difesa ai confini”

Firmato l’accordo tra i ministri della Difesa dei tre Stati. L’Estonia ha valutato di minare il confine terrestre delineato nel 1918

Roma, 19 gennaio 2024 – Estonia, Lettonia e Lituania si blindano contro la minaccia russa. I tre Paesi baltici hanno concordato di dotare i loro confini con la Russia e la Bielorussia di una “linea di difesa” per contrastare eventuali minacce militari nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. Ad annunciarlo è il ministero della Difesa estone. 

I tre Stati, repubbliche sovietiche fino allo scioglimento nel 1991 dopo essere state annesse nel 1940 in seguito al patto Molotov-Ribbentrop tra sovietici e nazisti, sono tra i più convinti sostenitori dell'opinione che se non verrà sconfitto in Ucraina, il presidente Vladimir Putin attaccherà anche i Paesi della Nato.

I Paesi Baltici, nello specifico il ‘Corridoio di Suwalki’ (stretto passaggio terrestre polacco-lituano tra la Bielorussia e Kaliningrad) sarebbero il punto di collisione tra Russia e Nato secondo un “documento segreto” del Ministero della Difesa tedesco rivelato sul proprio sito da Bild.

Intesa tra i ministri della Difesa di Lettonia, Lituania e Estonia (Ansa)
Intesa tra i ministri della Difesa di Lettonia, Lituania e Estonia (Ansa)

L’accordo: cosa prevede 

I ministri della Difesa hanno firmato un accordo in base al quale “Estonia, Lettonia e Lituania costruiranno strutture difensive anti-mobilità nei prossimi anni per scoraggiare e, se necessario, difendersi da minacce militari”. “E' imperativo usare il tempo con saggezza per aumentare la prontezza della difesa", ha detto il ministero in un post sulla sua pagina X.

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Il piano di difesa dell’Estonia 

Recentemente l’Estonia ha valutato la possibilità di minare il confine terrestre con la Russia. Ha una lunghezza di 294 chilometri ed è stato delineato per la prima volta nel 1918, quando il paese baltico dichiarò l’indipendenza dalla Russia.

Parlando alla televisione estone, il vice presidente della Commissione Difesa, Leo Kunnas ha precisato che l'operazione non può, tuttavia, essere di immediata esecuzione.

Secondo il politico estone, essa richiede, infatti, il preventivo soddisfacimento di alcune condizioni, quali il ripristino delle scorte di mine cedute all'Ucraina, la denuncia della Convenzione di Ottawa sulla proibizione delle mine antiuomo da parte di tutti gli Stati baltici e l'inizio di una significativa produzione autonoma di esplosivi per scopi militari da utilizzare per la messa a punto di mine anticarro e antiuomo. "Non appena avremmo soddisfatto queste condizioni – ha detto Kunnas – sarà possibile discutere della costruzione di un efficace sistema di difesa di questo tipo”.