Venerdì 19 Aprile 2024

Il tesoro di Mosca in Europa. Niente accordo sui 200 miliardi: vacilla l’ipotesi confisca degli asset russi

Gli Usa premono per il sequestro, la Ue è più prudente per evitare contraccolpi. Si punta ad agire sugli utili derivanti dai beni: così si finanzierà l’Ucraina

Roma, 22 marzo 2024 – L’idea è finanziare l’Ucraina (anche) con gli interessi sui beni russi congelati nell’Unione europea. Mentre gli Stati Uniti premono per un sequestro vero e proprio dei beni russi congelati in Occidente, l’Ue (dove si trovano più dei 2/3 dei fondi russi all’estero, ovvero tra 190 e 200 miliardi euro a fronte di appena 5 miliardi negli Stati Uniti e il resto tra GB e Asia) è molto più prudente perché teme gli effetti che avrebbe sui mercati dei capitali e sull’Euro una scelta simile: molti altri Paesi, la Cina in primis, potrebbero sentirsi potenzialmente minacciati e ritirare i propri capitali dall’Europa. E così, calma e gesso, il progetto va, ma solo sugli utili, non sul capitale.

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Le cifre sono peraltro enormi. La banca centrale russa ha messo parte delle sue riserve in attività liquide come oro, valute esteri, titoli di Stato e conti correnti: su 612 miliardi di euro stimati pre-conflitto, circa la metà erano all’estero. Di questi oltre 190 miliardi di euro erano nel depositario centrale belga Euroclear. "Se li si confiscasse – ha sottolineato al Financial Times l’amministratore delegato di Euroclear, Lieve Mostrey – questo metterebbe a rischio la fiducia degli investitori nel sistema Euroclear e in generale del mercato di capitali europei, e porrebbe a rischio la stessa fiducia nell’euro, che potrebbe perdere attrattiva presso gli investitori internazionali. Discorso ben diverso è invece agire sui profitti, che legalmente appartengono ad Euroclear". E così – dopo un’intesa tra Germania, Francia, Italia e Commissione Ue – si farà.

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Lo scorso anno gli interessi sono ammontati, al netto delle tasse a 3.25 miliardi di euro e di poco inferiore è la cifra che si conta di ottenere anche nel 2024, con una stima da qui al 2027 che oscilla tra i 15 e i 20 miliardi di euro. Di questi, secondo la proposta della Commissione, la Commissione europea dovrebbe prelevare il 97% e di questa cifra destinare il 90% (2,5-3 miliardi di euro stimati nel 2024) alla fornitura di attrezzature militari attraverso le misure di assistenza finanziate dal Fondo europeo per la pace (quello che finanzia l’acquisto di armi per l’Ucraina) mentre il 10% andrebbe al bilancio dell’Unione, con fondi suddivisi tra lo strumento per l’Ucraina e lo strumento europeo per gli investimenti nella difesa nel 2025, quando quest’ultimo programma entrerà in vigore. "La cifra non è straordinaria – ha commentato l’Alto rappresentante per la politica estera UE, Josep Borrell, ma non è affatto trascurabile. Credo che i leader la sosterranno". Obiettivo, ratificarlo al Consiglio di giugno e mettere a disposizione i soldi dal luglio 2024.

Ovviamente Euroclear teme una reazione uguale e contraria da parte delle autorità russe e sa che se l’operazione andrà in porto può dire addio ai depositi per 33 miliardi di dollari che ha in Russia. Molti temono che Mosca possa anche rivalersi sui conto correnti di entità europee in Russia. Dopotutto è una guerra, anche finanziaria, e sarebbe ingenuo non attendersi che ad ogni mossa non segua una contromossa.

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