Asia Bibi (Ansa)
Asia Bibi (Ansa)

Roma, 8 maggio 2019 - Fine del calvario per Asia Bibi. La cristiana pakistana accusata da Isalmabad di blasfemia e poi assolta ha lasciato il suo Paese ed è "arrivata in Canada". Ad annunciarlo l'avvocato della donna, Saif ul Malook. Mancano ancora conferme da fonti ufficiali pakistane.

LA STORIA -  La vicenda risale al 14 giugno 2009. Asia Naurin Bibi, madre di cinque figli, mentre si trovava a lavoro ha iniziato a discutere con alcune colleghe di fede musulmana. Quelle stesse donne l'hanno denunciata, pochi giorni dopo, sostenendo che durante il litigio avesse offeso il Profeta Maometto.  

La 53enne, contadina della provincia centrale del Punjab, è stata condannata per blasfemia nel 2010 e condannata a morte. Ha trascorso gli ultimi anni in prigione, fino alla sua assoluzione nel 2018. Il suo caso è diventato rapidamente noto in Pakistan, attirando l'attenzione mondiale sull'estremismo nel Paese, nel quale la blasfemia è considerato un reato da punire con la pena di morte. 

Bibi è tecnicamente libera di lasciare il Pakistan da gennaio. Da allora, si ritiene che la donna sia stata tenuta in custodia cautelare dalle autorità in attesa di un accordo di asilo in un Paese terzo. La misura è stata necessaria a causa delle minacce dell'islamismo estremista che insisteva a chiederne la messa a morte. La sua partenza è stata segnalata da Dawn, il più grande giornale in lingua inglese del Pakistan, e da Geo News, una delle più grandi emittenti private del Paese. 

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