Londra, 25 aprile 2018 - E' stato respinto il ricorso dei genitori di Alfie Evans contro la decisione dell'Alta Corte britannica secondo cui il piccolo non deve essere trasferito all'ospedale Bambino Gesù. Respinta sia l'argomentazione dell'avvocato di papà Tom, che contestava un giudizio precedente errato, sia quello del legale di mamma Kate, che puntava sulla sopravvivenza inaspettata del bambino nonché sulla cittadinanza italiana concessa ad Alfie per invocare la libertà di circolazione interna all'Ue, di cui il Regno fa ancora parte. I genitori del bimbo di 23 mesi affetto da una malattia neurodegenerativa e al quale l'Italia aveva concesso la cittadinanza proprio perché venisse preso in cura a Roma, non erano in aula, dove invece era presente un rappresentante dell'ambasciata italiana a Londra. Il team legale dei Kate Evans aveva fatto presente che il bimbo ha bisogno di "un intervento immediato". L'avvocato Paul Diamond, che difende gli interessi della coppia, aveva aggiunto che un aereo ambulanza è pronto, in attesa di portare in Italia il piccolo, "su richiesta del Papa".

Ma niente da fare: il piccolo resta in Gran Bretagna. "Alfie sta morendo", ha detto lady King, una dei tre giudici della Corte d'Appello britannica durante l'udienza decisiva apertasi a Londra, oggi pomeriggio, sulla sorte del bambino ricoverato a Liverpool e sulla richiesta di trasferimento in Italia e in alternativa sul ritorno a casa. Tom Evans, padre di Alfie, minaccia di far causa a tre medici dell'Alder Hey Hospital di Liverpool per cospirazione finalizzata all'omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso. Il genitore chiede di "non lasciar nulla d'intentato" finché possibile. Il suo messaggio è ancora: "salvate mio figlio". E' lui a denunciare le 36 ore senza nutrimento imposte al figlio dal protocollo che stando ai dottori e al giudice Anthony Hayden, l'uomo che ha firmato e ripetutamente confermato il via libera a staccare la spina, dovrà accompagnarlo verso la morte. Il trattamento che gli è stato inflitto, sbotta questo padre poco più che ventenne, "è disgustoso, neppure agli animali". Nessuna corte può convincerlo che non ci sia più nulla da fare: "Alfie si è ripreso per la terza volta, il guerriero lotta ancora", scrive su Facebook, con tanto di video. Ammette che nel pomeriggio ha avuto una crisi, ma è stato "solo un calo - giura - è diventato pallido, le labbra si sono un pò scurite, poi è tornato. Voglio che tutti sappiano che si è stabilizzato".

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L'APPELLO DELLA ZIA - Un appello a portare attrezzature portatili per la ventilazione assistita nell'ospedale Alder Hey di Liverpool, in cui è ricoverato il piccolo Alfie era stato lanciato in mattinata via Facebook dalla zia, Sarah Evans. "Per favore continuate a pregare per Alfie che sta ancora lottando", scrive la donna sul profilo del gruppo di sostegno denominato Alfie's Army, aggiungendo: "Ho bisogno di attrezzatura portatile quanto prima possibile".

L'EDITORIALE Rispetto e dignità - di P.GIACOMIN

Il caso di Alfie Evans, il vescovo Cavina. "Commosso dall’incontro tra il Papa e il padre"

Sul caso è intervenuto via Twitter anche  il presidente della Polonia, Andrzej Duda: "Alfie Evans deve essere salvato! Il suo coraggioso piccolo corpo ha provato ancora una volta che il miracolo della vita può essere più forte della morte. Forse tutto quel che serve è della buona volontà da parte di chi decide. Alfie, preghiamo per te e per la tua ripresa!".