Venerdì 21 Giugno 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Elezioni

Durigon (Lega): "Un terremoto a Bruxelles"

Il Carroccio esulta per il risultato delle destre. Ma glissa sul suo dato: pesa lo ’strappo’ di Bossi

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Roma, 10 giugno 2024 – Mano a mano che arrivano le proiezioni, il clima a via Bellerio è sempre meno positivo. "Se siamo davanti o dietro Forza Italia cambia molto, se siamo all’8% o al 10%, cambia moltissimo, anzi tutto" confidava un colonnello leghista quando stavano per chiudersi le urne. E i dati delle seconde proiezioni sono neri. Lega all’8.3% e Forza Italia al 10% per Opnio Rai. Lega al 8.8% e Forza Italia al 10.1 per Swg La 7. Ma la terza e poi la quarta proiezione vanno meglio. La quarta proiezione Swg dà Forza Italia-Noi moderati 9,8% e Lega all’8,9%, la quarta Opinio-Rai dà Fi 9,2%, Lega 8,5% Comunque, la Lega è stabilmente dietro, ma ha ridotto il distacco a meno di un punto. Letta alla luce di questi dati assume una valenza non decisiva anche la notizia che Umberto Bossi potrebbe non aver votato il Carroccio.

"Arrabbiato? No. Deluso? No, un po’, anche perché non lo ha detto lui, ma qualcun altro per lui" dice Andrea Crippa, il vicesegretario federale della Lega, che risponde così ai cronisti, al suo arrivo in via Bellerio, che gli chiedono del presunto "strappo" di Umberto Bossi. Al parlamentare lombardo Andrea Grimoldi, come lui stesso ha riferito, il ‘senatur’ avrebbe infatti confidato di voler votare per il candidato indipendente di Forza Italia Marco Reguzzoni. Sarebbe uno strappo netto da parte del fondatore. Ma in una Lega in stallo e non in crisi, la spallata non basta. E non a caso in molti dicono di non crederci. "Mi rifiuto di credere che abbia detto una cosa del genere", dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo. Nell’attesa di vedere i dati definitivi, i pochi della lega che parlano, guardano al’Europa.

"Il governo sicuramente mantiene la barra dritta e non è poco. E soprattutto c’è una rivoluzione in Europa dove Marine Le Pen stravince e costringe Macron a indire le elezioni anticipate. E pure in Belgio, si è dimesso il premier e in Germania i socialisti pagano pegno. Non è poco..." dice il leghista Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro. "È un terremoto – osserva – che dice una sola cosa: c’è voglia di cambiamento rispetto all’esistente, perché questa Europa non risponde più alle esigenze dei cittadini. E questo vento dei cambiamento si è tradotto in un voto conseguente". Ma da noi, meno.