Giuseppe Castagna, 62 anni, amministratore delegato di Banco Bpm
Giuseppe Castagna, 62 anni, amministratore delegato di Banco Bpm
di Achille Perego È un primo trimestre sopra le attese quello di Banco Bpm, la terza banca italiana. Nei primi tre mesi dell’anno, spiega la nota diffusa ieri dopo la chiusura di Piazza Affari (dove il titolo ha fatto un +1,36%) e il cda, "nonostante il difficile quadro macroeconomico tuttora impattato dalla crisi sanitaria, lo sforzo commerciale e organizzativo del gruppo ha consentito di registrare una forte ripresa dei risultati operativi. In particolare, i ricavi "core" (margine di interesse e...

di Achille Perego

È un primo trimestre sopra le attese quello di Banco Bpm, la terza banca italiana. Nei primi tre mesi dell’anno, spiega la nota diffusa ieri dopo la chiusura di Piazza Affari (dove il titolo ha fatto un +1,36%) e il cda, "nonostante il difficile quadro macroeconomico tuttora impattato dalla crisi sanitaria, lo sforzo commerciale e organizzativo del gruppo ha consentito di registrare una forte ripresa dei risultati operativi.

In particolare, i ricavi "core" (margine di interesse e commissioni) sono stati pari a 968 milioni con una crescita del 5,9% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Un dato che "rappresenta il miglior risultato a partire dal quarto trimestre 2018, riportando il livello dei proventi operativi a quello del periodo pre-pandemia".

La performance dei proventi operativi ha consentito un risultato della gestione operativa di 484 milioni (+51,4% rispetto al primo trimestre 2020), mentre l’utile ante imposte è salito a 259 da 104 (+150,3%). L’utile netto è invece sceso a 100,1 milioni per l’incidenza del derisking rispetto ai 151,6 dei primi tre mesi dello scorso anno ma in recupero sulla perdita di 241,7 del quarto trimestre 2020 e migliore del consensus di 85 milioni.

Al netto delle componenti non ricorrenti, poi, il risultato netto si è attestato a 150,8 milioni. Per il ceo, Giuseppe Castagna, Banco Bpm nel primo trimestre ha realizzato una "eccellente performance" che "mostra una chiara road map per il nostro futuro in linea con quanto previsto anche l’anno scorso". Quanto al risiko bancario per cui da tempo si ipotizzano le nozze con Bper, Castagna, alle domande degli analisti in call, ha risposto, riferendosi alle norme allo studio del governo per rafforzare gli incentivi pro-fusioni: "Siamo contenti, naturalmente, perché questo ci dà un po’ più di spazio per continuare la nostra ricerca per trovare una buona fusione per la nostra banca".

Tornando alla trimestrale, la nota diffusa dopo il cda anticipa che, salvo peggioramenti di scenari non esclusi e interventi della vigilanza, proseguirà la remunerazione degli azionisti dopo la cedola di 6 cent già staccata, e sottolinea i risultati "molto significativi" che riguardano la crescita del 5,6% a 99,2 miliardi degli impieghi netti e l’aumento del 12,8% della raccolta diretta "core" a 101,7 miliardi. Per quanto riguarda i crediti deteriorati, Banco Bpm fa sapere infine che è stata decisa un’ulteriore accelerazione al processo derisking con la cessione di 1,5 miliardi di sofferenze entro giugno (Progetto Rockets) e con un target a 1,65.