Daniele Franco, 67 anni, è ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Draghi
Daniele Franco, 67 anni, è ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo Draghi
Il governo accelera sul nuovo scostamento di bilancio e sul decreto legge Sostegni-bis. La richiesta al Parlamento di una dote aggiuntiva da 40 miliardi di euro sarà decisa oggi dal consiglio dei ministri, mentre domani potrebbe essere varato il Documento di economia e finanza con le previsioni sulle prospettive dell’economia italiana. E a stretto giro arriverà anche il pacchetto-bis di aiuti per imprese e partite Iva: un pacchetto fondato, questa volta,...

Il governo accelera sul nuovo scostamento di bilancio e sul decreto legge Sostegni-bis. La richiesta al Parlamento di una dote aggiuntiva da 40 miliardi di euro sarà decisa oggi dal consiglio dei ministri, mentre domani potrebbe essere varato il Documento di economia e finanza con le previsioni sulle prospettive dell’economia italiana. E a stretto giro arriverà anche il pacchetto-bis di aiuti per imprese e partite Iva: un pacchetto fondato, questa volta, sia su contributi a fondo perduto ma per due mensilità (e non per una come quelli precedenti) sia per cancellare o ridurre costi fissi, dall’Imu agli affitti, per i settori più danneggiati dall’emergenza, sia sul rinnovo della moratoria su prestiti e mutui per evitare che a fine giugno oltre 3 milioni di soggetti, tra imprese e famiglie, rischino di trovarsi in default sotto il peso di 300 miliardi di erogazioni ricevute. Con la destinazione di 4-5 miliardi a un fondo pluriennale ad hoc per sostenere le opere escluse dal Recovery plan.

La nuova tranche di risorse servirà per finanziare il nuovo decreto con i sostegni all’economia. Sarà replicato il meccanismo di erogazione dei contributi a fondo perduto ma questi ultimi riguarderanno le perdite di due mesi. Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha indicato due strade: gli indennizzi basati sul fatturato, com’è accaduto per l’ultimo decreto, oppure basati sul bilancio che "senz’altro fornisce indicazioni più precise sulle perdite reali subite" ma che prevede scadenze più lunghe. Il punto di mediazione potrebbe essere un sistema di due acconti e di un saldo finale che terrebbe conto degli indicatori contenuti nel bilancio evitando sperequazioni tra le diverse attività.

Ma le imprese e le partite Iva dovrebbero essere risarcite anche per i costi fissi sostenuti, come bollette e affitti. In particolare dovrebbe essere rifinanziato il credito d’imposta per le locazioni e si valuta anche il taglio dell’Imu sui beni strumentali e un altro rinvio delle esenzioni Tosap e Cosap per altri sei mesi.

Negli emendamenti al primo decreto, invece, si dovrebbe prorogare fino alla fine dell’anno l’esonero dalla tassa sul suolo pubblico per bar e ristoranti che hanno tavolini all’aperto con lo stop anche alla seconda rata Imu per gli alberghi e l’estensione dell’esonero anche alle attività della ristorazione.