Sabato 22 Giugno 2024
CRISTINA MAZZI
Economia

Spotify pronta allo stop della musica in Uruguay? “Se cambia il copyright ci ritiriamo"

Il fornitore svedese di servizi di streaming audio e media ha minacciato di ritirarsi dal Paese se verranno approvate le riforme sul copyright proposte

Spotify

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Stop alla musica di Spotify in Uruguay? La principale piattaforma di streaming musicale, ha lanciato un netto avvertimento alle autorità uruguaiane. Il fornitore svedese di servizi di streaming audio e di media ha minacciato di ritirarsi dal Paese se verranno approvate le riforme della legge sul copyright proposte. La preoccupazione principale di Spotify, infatti, è la prospettiva di pagare due volte per gli stessi contenuti musicali che sono già stati concessi in licenza dalle etichette discografiche. A detta di Spotify, queste modifiche comporterebbero un "pagamento aggiuntivo obbligatorio" per i servizi musicali, in aggiunta agli importi significativi che già paga alle etichette discografiche e agli autori, il che ovviamente influirebbe sulla sua capacità di investire e di offrire prezzi ragionevoli. Ma facciamo un passo indietro. Le modifiche sono state avviate all'inizio di quest'anno dalla Società uruguaiana degli artisti interpreti ed esecutori (SUDEI), che ha chiesto appunto una revisione delle norme sul copyright musicale del Paese. Vicenda finita dritto al Parlamento uruguaiano per votare una legge di bilancio che includa le modifiche proposte, gli articoli 284 e 285 della Rendición de Cuentas. Secondo la pubblicazione locale El Observador, il SUDEI ha esercitato con successo pressioni per l'inclusione di due articoli nella "Rendición de Cuentas" dell'Uruguay - gli articoli 284 e 285 - attraverso il ramo esecutivo del governo. La portavoce del SUDEI, Gabriela Pintos, ha dichiarato a El Observador che il gruppo non è contrario alle piattaforme, ma si batte per un'equa distribuzione delle entrate. Come ha spiegato Bloomberg Línea, l'articolo 284 vedrebbe "i social e internet come formati per i quali, se una canzone viene riprodotta, l'esecutore ha diritto a una remunerazione finanziaria". Bloomberg Línea spiega inoltre che l'introduzione dell'articolo 285, più ampio e mirato, introdurrebbe nella legge sul diritto d'autore il "diritto a una giusta ed equa remunerazione" per tutti gli "accordi stipulati da autori, compositori, esecutori, registi e sceneggiatori in relazione alla loro facoltà di comunicazione pubblica e messa a disposizione del pubblico di fonogrammi e registrazioni audiovisive". Dall’altra parte Spotify sostiene di pagare quasi il 70% di ogni dollaro generato dalla musica alle etichette discografiche e agli editori che rappresentano e pagano gli artisti e gli autori di canzoni, e “noi siamo il loro più grande motore di entrate, avendo contribuito con più di 40 miliardi di dollari fino ad oggi". E ancora: "Grazie allo streaming, l'industria musicale in Uruguay è cresciuta del 20% solo nel 2022. Vogliamo continuare a dare agli artisti la possibilità di vivere della loro arte e ai fan uruguaiani l'opportunità di goderne ed esserne ispirati". Il Parlamento dell'Uruguay deve deliberare sulle modifiche proposte all'interno della legge di bilancio. Spotify ha ribadito la sua posizione, affermando: "Se questi articoli saranno inclusi in questa legge e Spotify sarà costretta a pagare due volte, non avremo altra scelta che cessare il servizio in Uruguay".