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1 ago 2022

La spesa? Più lenta e attenta L’origine vince sulla marca

1 ago 2022

NELLA SCELTA QUOTIDIANA dei prodotti da mettere nel carrello del supermercato, la marca non è più il criterio decisivo. È stata superata dalla "sostenibilità" del prodotto alimentare: oggi l’occhio dei clienti è rivolto anzitutto al tracciamento delle origini, alle modalità di produzione, allevamento e coltivazione, ai valori nutrizionali effettivi del prodotto alimentare. Soltanto dopo vengono il brand e il packaging, che invece per decenni hanno dominato i meccanismi di acquisto nell’intero Occidente. Lo rivela una preziosa indagine dell’Osservatorio Reale Mutua - realizzata in collaborazione con Slow Food - che fotografa un cambiamento profondo della consapevolezza e della capacità di scelta degli italiani nell’acquisto dei generi alimentari. Oggi la spesa degli italiani è molto più attenta, e se vogliamo più lenta, perché nella classica valutazione qualità-prezzo la prima non è più associata automaticamente alla marca. Il giudizio sulla qualità oggi è figlio di un check, da compiere caso per caso, sulle caratteristiche reali del prodotto. In sostanza, gli italiani vogliono capire cosa stanno mangiando e quali effetti avrà sul loro organismo. Lo dimostra, tra gli altri, il successo di app come Yuka che (nonostante l’acceso dibattito sui criteri di classificazione dei prodotti, che sembrano penalizzare alcuni prodotti tipici del nostro Paese) fornisce in modo semplice e immediatamente leggibile una valutazione sul valore nutrizionale di un alimento. Semaforo verde, arancione o rosso: basta inquadrare il codice a barre di qualsiasi prodotto, per avere in qualche istante la fotografia della sua genuinità. Questa svolta nei criteri di scelta, naturalmente, modifica la composizione media del carrello della spesa rispetto al passato: oggi gli italiani preferiscono acquistare prodotti del territorio e di stagione, magari a km zero, sia per sostenere le economie agricole locali sia perché ritenuti più genuini. Nella stessa logica, addirittura l’86% dei nostri connazionali preferisce i cibi freschi a quelli precotti, pronti ...

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