A ognuno la sua Parmalat. Anche la Germania scopre un caso di contabilità truccata per miliardi di euro. Nei giorni scorsi lo scandalo ha affossato le quotazioni della Wirecard, società di fintech. I vertici hanno ammesso che 1,9 miliardi che figuravano sul bilancio, in teoria depositati su un conto di...

A ognuno la sua Parmalat. Anche la Germania scopre un caso di contabilità truccata per miliardi di euro. Nei giorni scorsi lo scandalo ha affossato le quotazioni della Wirecard, società di fintech. I vertici hanno ammesso che 1,9 miliardi che figuravano sul bilancio, in teoria depositati su un conto di una banca fiduciaria "probabilmente non esistono". La somma era al centro dei dubbi dei revisori dei conti che nei mesi scorsi si erano rifiutati di certificare il bilancio 2019. Da mercoledì scorso, quando sono filtrate le prime indiscrezioni sulla situazione della Wirecard, il titolo ha perso più dell’85 per cento del valore alla Borsa di Francoforte e ieri Moody’s ha ritirato il rating sul titolo.

Nonostante tutto il titolo dovrebe rimanere quotato al Dax di Francoforte almeno fino al 3 settembre, quando è prevista la prima revisione dei titoli nel paniere.

Intanto sulla società, che ha cambiato ceo e ormai lotta per sopravvivere, è in arrivo un’altra tegola dalla Cina. Secondo quanto riporta Bloomberg, Bank of China potrebbe cancellare dal bilancio la maggior parte degli 80 milioni di euro (90 milioni di dollari) che gli sono dovuti e non estendere la linea di credito.

Nata nel 1999 a Monaco di Baviera Wirecard, è attiva nei servizi di pagamento elettronici con una piattaforma di finanza intelligente. Al suo debutto come start up la società si occupava di transazioni per l’industria del porno e dei giochi online. Poi ha cominciato a fare concorrenza alle banche nel settore dei pagamenti elettronici.

red. eco.