L’Opec ha deciso di aumentare la produzione di petrolio di 400 mila barili al giorno
L’Opec ha deciso di aumentare la produzione di petrolio di 400 mila barili al giorno
di Elena Comelli Continua il rally del gas e del petrolio, malgrado la riunione dell’Opec, in cui il cartello dei produttori si è accordato per un aumento della produzione di 400mila barili al giorno per novembre, su un consumo globale di circa 90 milioni di barili. I prezzi, però, corrono e con loro l’inflazione: il Brent è salito oltre gli 80 dollari al barile, più del doppio rispetto a un anno fa, e il gas è in rialzo del 6,5%. A cascata continuano i ritocchi dei prezzi alla pompa di benzina,...

di Elena Comelli

Continua il rally del gas e del petrolio, malgrado la riunione dell’Opec, in cui il cartello dei produttori si è accordato per un aumento della produzione di 400mila barili al giorno per novembre, su un consumo globale di circa 90 milioni di barili. I prezzi, però, corrono e con loro l’inflazione: il Brent è salito oltre gli 80 dollari al barile, più del doppio rispetto a un anno fa, e il gas è in rialzo del 6,5%.

A cascata continuano i ritocchi dei prezzi alla pompa di benzina, gasolio e Gpl. La cavalcata lascia prevedere un inverno difficile per l’Europa, fortemente dipendente dalle importazioni di gas, ma soprattutto per l’Italia, che con il gas produce anche buona parte della sua corrente elettrica. Il forte rincaro dei costi dell’energia nell’Ue, con le sue ricadute su tutti i prezzi, è stato al centro della riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, ieri pomeriggio a Lussemburgo.

Di fronte all’emergenza Spagna, Polonia e Grecia hanno proposto di istituire una piattaforma unica Ue per i contratti del gas naturale oltre a vendite straordinarie di quote di emissioni per creare un fondo di copertura europeo contro il caro bollette e mano libera agli interventi degli Stati. Oltre ai contratti unificati, Madrid chiede anche la riforma del mercato Ue dell’elettricità e misure per impedire le speculazioni.

La Commissione dovrebbe pubblicare la sua comunicazione sugli strumenti con cui fare fronte all’impennata dei prezzi dell’energia il 13 ottobre prossimo, per dare tempo ai leader europei di discutere del tema al prossimo vertice del 21 e 22 ottobre.

Il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, ha detto che la proposta operativa della Commissione Ue arriverà "a ottobre" e che "l’importante è assicurare coordinamento tra i diversi Paesi, rispondere ai problemi posti soprattutto per le famiglie più vulnerabili e le Pmi".

Ma Gentiloni sembra preoccupato anche degli effetti concentrici. "L’interazione tra l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, le strozzature dell’offerta e il boom della domanda dei consumatori manterrà pressioni al rialzo sui prezzi al consumo a breve termine".

Secondo il francese Le Maire, però, il problema dei costi dell’energia si porrà "per alcuni anni, e non per mesi", considerata la crescente domanda. Il rischio per paesi Ue come Italia e Francia è che la Germania e i paesi rigoristi, sull’onda della fiammata inflattiva, chiedano un immediato aumento del costo del denaro, con effetti negativi sui paesi più indebitati.