Angela Merkel (Ansa)
Angela Merkel (Ansa)

Roma, 24 aprile 2020  - E adesso che succede? Il summit dei leader di Stato europei riuniti ieri in videoconferenza non ha risolto tutti i nodi della risposta alla crisi Covid-19, ma quando meno ha confermato la possibilità di una linea condivisa. Gli aiuti per il rilancio, Il via libera al Recovery Fund da 320 miliardi – legato al bilancio Ue 2021-27 -, unito ai 540 miliardi del fondo Bei per le imprese, nuova linea del Mes e cassa integrazione Sure, rappresentano la risposta di Bruxelles per supportare la ripresa economica del continente e, in particolare, dei Paesi più colpiti come l’Italia. Il giorno dopo il superamento dello scoglio, però, restano sul tavolo diversi nodi da sciogliere, in particolare sulla road map per erogare queste risorse prima possibile.

Il calendario

Entro le prossime due settimane ci sarà una nuova riunione dell'Eurogruppo, poi la formalizzazione della proposta della Commissione europea, attesa per il 6 maggio, e infine un altro Consiglio europeo (forse con la presenza fisica dei leader e non in videoconferenza) a giugno, se i 27 sigleranno un accordo sul piano von der Leyen. Questa bozza di calendario fa già intuire il primo problema: i tempi della risposta europea non saranno immediati.

Primi fondi a giugno

Le prime tre 'gambe' del pacchetto europeo saranno disponibili dal 1° giugno. Si tratta delle nuove linee di credito del Fondo Salva Stati-Mes (240 miliardi per costi diretti e indiretti dell’emergenza, senza condizioni), dell'intervento di garanzia della Banca europea per le imprese (Bei) per i prestiti alle aziende (200 miliardi) e del fondo Sure contro la disoccupazione (100 miliardi circa). 

Recovery fund

Più lunghi i tempi di attivazione il Fondo per la ripresa. I governi, infatti, non hanno sciolto i nodi sui dettagli dello strumento, dalla dotazione finanziaria alle modalità con cui potrà essere usato, quanto della somma richiesta sarà da restituire e in che tempi (perché si tratta di prestiti) e quanto invece sarà a fondo perduto. Difficilmente il bilancio 2021-27, a cui il Recovery fund è legato, potrà essere definito prima di fine anno, e dunque i miliardi per la ripresa arriveranno non prima del 2021. Non è escluso, però, che l’accordo, una volta formalizzato, preveda soluzioni-ponte, per alleviare le sofferenze dei Paesi più colpiti dal Covid-19. 

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