Non cedere alla paura né al panico e approfittare dei recenti ribassi per posizionarsi sul mercato azionario in maniera graduale, attraverso un piano di accumulo del capitale con frequenza periodica. È il consiglio per gli investitori che arriva da Stefano Rossi (nella foto), 58 anni di cui oltre 30 trascorsi a lavorare nel settore finanziario, oggi alla guida di Euclidea, società indipendente che offre servizi di gestione patrimoniale attraverso la rete di Internet e i canali digitali. "Nelle scorse settimane – dice Rossi – sono state annunciate dalla maggiori banche centrali, cioè dalla Fed in America e dalla Bce in Europa, stimoli di notevoli dimensioni che stanno gradualmente portando i mercati verso una stabilizzazione, dopo la bufera legata all’epidemia di Coronovirus".

Gli investitori possono tranquillizzarsi?

"Senza dubbio ci troviamo ancora in uno scenario complesso, che ha visto i maggiori listini mondiali in preda alla volatilità. Come sempre in queste situazioni, è consigliabile investire appunto con gradualità e con un portafoglio ben diversificato. Aldilà di queste scelte strategiche, però, credo sia il caso di porre l’accento su un aspetto che viene troppo spesso trascurato".

Quale?

"Mi riferisco al costo complessivo dei prodotti finanziari acquistati, un fattore che assume notevole importanza proprio adesso, dopo un forte ribasso dei mercati".

In che senso?

"Molti investitori probabilmente non lo sanno ma buona parte del rendimento finale dell’investimento dipende anche dall’ammontare delle commissioni e di altre voci di spesa incassate da chi gestisce i loro risparmi. Chi ha nel portafoglio strumenti finanziari troppo costosi, rinuncia a buona parte delle opportunità che si trova di fronte chi, invece, ha acquistato fondi o prodotti d’investimento assai meno onerosi. È un po’ come mettere a confronto due ciclisti che si apprestano a fare una salita: quello con la bicicletta più leggera, a parità di potenza, viaggia ovviamente più spedito. La tecnologia propietaria di Euclidea ci permette di ‘’scovare’’ i gestori piu’ bravi e comprarli ‘’all’ingrosso’’e con costi minori".

Cosa fa Euclidea per andare incontro a questa esigenza di servizi a costi contenuti?

"In emergenza Coronavirus i nostri clienti ci ringraziano perché direttamente dalla piattaforma possono cambiare il profilo di investimento, chiedere soldi se ne hanno bisogno, oppure investirne dei nuovi, senza uscire di casa. Quindi nel nostro piccolo contribuiamo a gestire i risparmi con meno ansia. Noi offriamo gestioni patrimoniali con fondi il cui costo non supera mai lo 0,5% medio (oggi e’ 0,34% esattamente) del capitale investito. A queste voci di spesa aggiungiamo le commissioni per il nostro servizio di consulenza e gestione: lo 0,6% per i risparmiatori che vogliono un servizio di assistenza ‘’semplificato’’, che comunque è ‘’umano’’ e non robot, e l’1,2% per quelli che vogliono un servizio più completo di assistenza, che tradizionalmente nelle banche vengono classificati come clienti private e hanno ovviamente esigenze un po’ più complesse. Si tratta di tariffe molto competitive se consideriamo che il costo totale di questi servizi in Italia ha un costo attorno al 3% annuo".

Piccoli e grandi risparmiatori, insomma, con voi ricevono servizi simili…

"Il nostro obiettivo è proprio questo: riuscire a offrire anche a chi non dispone di un grande capitale gestioni patrimoniali costruite in modo molto professionale, con un servizio un tempo riservato per lo più ai grandi investitori. Ci siamo riusciti grazie anche alle nuove tecnologie: l’avvento del digitale consente infatti di raggiungere un pubblico di risparmiatori più vasto, e di farlo accedere a soluzioni di investimento efficienti e trasparenti, come chiede la regolamentazione Mifid 2".

Offrite soprattutto prodotti low cost come gli Etf?

"Le nostre gestioni si compongono per circa metà di Etf ma non solo. Costruiamo i nostri portafogli utilizzando anche i fondi comuni di investimento che nell’industria finanziaria vengono classificati come fondi a gestione attiva, ovviamente solo in classe istituzionale (la meno cara) per distinguerli dagli Etf che invece sono definiti fondi a gestione passiva. La nostra piattaforma valuta e analizza 140 mila prodotti esistenti ogni settimana, la "scrematura" del nostro universo investibile è di circa 60 super "ingredienti" che definiamo Hyper Class".