Il ministro dell'Economia Giovanni Tria (Ansa)
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria (Ansa)

Roma, 15 dicembre 2018 - I 5 Stelle spingono sul taglio delle pensioni d’oro sopra i 90mila euro con un contributo di solidarietà per 5 anni dal 10 al 40 per cento. Ma per i leghisti la partita è aperta: un modo per ottenere contropartite su altri fronti. Ma, sempre sulla previdenza, si moltiplicano le proposte del Carroccio al Senato: da un lato il bonus contributivo di tre anni per le mamme che hanno almeno tre figli, dall’altro lo sconto fiscale con aliquota al 7 per cento per i pensionati residenti all’estero che decidono di vivere nel Mezzogiorno o nelle isole. Mentre, sul fronte fiscale, compare il saldo e stralcio per gli imprenditori in difficoltà, con la possibilità di mettersi in regola con aliquote tra il 16 e il 20 per cento. Con l’aggiunta anche della possibilità di prevedere il pagamento della Tari in bolletta per i Comuni in rosso. E il ripristino dei fondi per le vittime di femminicidi.

Dunque, se tra Roma, Bruxelles e Milano, il premier, i suoi vice e il ministro dell’Economia stanno decidendo la partita finale su quota 100 e reddito di cittadinanza, al Senato, in attesa del maxi-emendamento del governo si moltiplicano le iniziative autonome o quasi dei gruppi di maggioranza. Ma non mancano polemiche. Il numero uno dell’Inps, Tito Boeri, va all’attacco: "A pochi giorni dalla data ultima per l’approvazione della manovra, ancora non si sa nulla su che cosa accadrà su pensioni e Reddito di cittadinanza. È paradossale".

Ma 5 Stelle e Lega non sentono ragioni. I grillini insistono sulle pensioni d’oro: oltre 90mila euro si prevede l’introduzione di tagli crescenti in base all’entità dell’assegno. La riduzione sarà del 10% per le pensioni da 90mila a 130mila euro lordi, del 20% dai 130mila fino ai 200mila euro, del 25% tra 200mila e 350mila euro, del 30% da 350mila a 500mila euro e del 40% per gli assegni oltre i 500mila euro. Esonerati i trattamenti interamente liquidati con il sistema contributivo, gli assegni di invalidità, ai superstiti e alle vittime del terrorismo. La proposta di modifica include nella platea gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale. I leghisti, però, non ci stanno e, dunque, è da ipotizzare che la soluzione sarà più soft. Dal Carroccio, al contrario, arriva l’ipotesi di tasse ridotte per cinque anni per i pensionati che dall’estero trasferiranno la residenza nei comuni con meno di 20mila abitanti in Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Molise. A loro sarà applicata una flat tax, un’aliquota forfettaria ridotta al 7%.

In ballo anche la possibilità per i comuni in dissesto o a rischio dissesto di chiedere l’inserimento del pagamento della Tari nella bolletta elettrica delle società energetiche, come con il canone Rai. In materia fiscale, invece, in base a un emendamento grillino, in competizione con la Lega, sale al 50% la deducibilità ai fini Irpef e Ires dell’Imu sugli immobili strumentali. Il nuovo condono di marca leghista, invece, prevede l’estinzione dei debiti per omessi versamenti di tasse e contributi pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro e 35% con Isee oltre i 12.500 euro e fino a un massimo di 20mila euro.